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Torna il Reddito di cittadinanza: 6.500 euro l’anno anche agli “occupabili”, ecco il piano del Movimento 5 Stelle

Torna il Reddito di cittadinanza: 6.500 euro l’anno anche agli “occupabili”, ecco il piano del Movimento 5 Stelle

Il progetto “Reddito 2.0” prevede formazione obbligatoria, lavori utili nei Comuni e sgravi alle imprese che assumono

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Milano Il Reddito di cittadinanza torna al centro del programma del Movimento 5 Stelle, in una versione profondamente rivista. Il progetto, ribattezzato “Reddito 2.0”, è tra le proposte approvate al termine di Nova, la kermesse programmatica conclusa a Milano il 20 settembre, e destinate a essere portate dal M5S al confronto con le altre forze della coalizione progressista.

L'obiettivo dichiarato è superare l'attuale sistema basato su Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro, tornando a una misura di contrasto alla povertà accessibile anche alle persone in età lavorativa che non rientrano nelle categorie familiari tutelate dall'Adi. Oggi, infatti, l'Assegno di inclusione è destinato ai nuclei nei quali sia presente almeno un minorenne, una persona con disabilità, un componente con almeno 60 anni o una persona in una specifica condizione di svantaggio.

Secondo il progetto pentastellato, la soglia di reddito di riferimento sarebbe fissata a 6.500 euro l'anno, alla quale potrebbe aggiungersi un'integrazione fino a 3.640 euro per le spese di affitto o mutuo.

Una delle principali novità riguarda proprio i cosiddetti “occupabili”, cioè le persone considerate in grado di lavorare ma rimaste fuori dalla platea ordinaria dell'Assegno di inclusione. Il M5S stima questa fascia in circa 580 mila persone e propone di riconoscere loro un trattamento economico collegato però a precisi obblighi di attivazione.

Il beneficiario dovrebbe innanzitutto partecipare ai Progetti utili alla collettività dei Comuni, per almeno otto ore alla settimana. Parallelamente sarebbe tenuto a sottoscrivere un percorso per il lavoro e la formazione attraverso centri per l'impiego, agenzie per il lavoro e imprese.

Il meccanismo prevede anche un incentivo diretto alle aziende. Dopo una prima fase di prova, se l'impresa assumesse il beneficiario a tempo indeterminato, potrebbe ottenere l'equivalente di 12 mensilità del Reddito 2.0 sotto forma di sgravio contributivo. L'obiettivo, ha spiegato l'europarlamentare M5S ed ex presidente dell'Inps Pasquale Tridico, è rafforzare l'incentivo per le aziende ad assumere chi riceve il sostegno. Per tutti i beneficiari sarebbe inoltre prevista una presa in carico obbligatoria da parte dei Comuni, dei centri per l'impiego o delle agenzie per il lavoro.

Il progetto punta anche sul rafforzamento delle politiche attive. Tra gli interventi indicati figurano il completamento del piano di potenziamento dei centri per l'impiego e l'ampliamento del Siisl, il Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa, che già oggi costituisce la piattaforma attraverso la quale vengono gestiti diversi passaggi dell'Adi e del Supporto per la formazione e il lavoro.

Per gli “occupabili” sarebbe previsto inoltre l'inserimento nel programma Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, con l'obbligo di rendere disponibile il proprio profilo professionale sulla piattaforma. Anche le aziende che ricevono sgravi o altre agevolazioni pubbliche dovrebbero pubblicare sul Siisl le posizioni lavorative disponibili, organizzate per provincia e settore di attività.

Un ruolo maggiore sarebbe infine affidato alle agenzie per il lavoro: per ogni beneficiario “occupabile” accompagnato concretamente all'ingresso nel mercato del lavoro, il progetto prevede per l'agenzia un incentivo equivalente a una mensilità del Reddito 2.0.

Per ora si tratta di una proposta programmatica del Movimento 5 Stelle, non di una misura approvata dal Parlamento. Il “Reddito 2.0” fa parte dei punti usciti da Nova che il partito di Giuseppe Conte intende sottoporre al confronto con gli alleati in vista della definizione di un eventuale programma comune per le prossime elezioni politiche.

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