Madre e figlia avvelenate con la ricina, Gianni di Vita portato in Questura
L’uomo è andato via insieme agli agenti dopo la perquisizione del suo studio
Campobasso Gianni Di Vita, marito e padre rispettivamente di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, le due donne morte lo scorso dicembre dopo essere state avvelenate con la ricina, è stato accompagnato in Questura al termine della seconda perquisizione effettuata questa mattina 29 settembre nel suo studio.
Il commercialista è salito sull'auto della Squadra Mobile dopo i controlli nell'altro studio di sua proprietà, in via D'Amato a Campobasso. Gli agenti sono rimasti a lungo all'interno dell'ufficio e nel corso della perquisizione era presente anche lo stesso Di Vita.
Al momento, il commercialista non risulta iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Larino per duplice omicidio e lo studio professionale non risulta sottoposto a sequestro.
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