Sassari Da oggi 16 ottobre la rottamazione quinquies dei tributi locali entra nel vivo, ma nell’isola non vale per tutti. La legge ha lasciato libertà di aderire o meno a ciascun Comune. In Sardegna lo hanno fatto in 113 su 377, mentre altri hanno scelto strade alternative. Nella sostanza, in base al Comune in cui si vive, chi ha cartelle non pagate di Imu, Tari o multe, potrà chiudere i conti con il fisco evitando sanzioni e interessi.
Al Nord dell’isola
Guardando al Nord dell’isola, Sassari ha aderito con una delibera in Consiglio comunale. In bilancio il Comune ha carichi iscritti per circa 39,2 milioni di euro, e conta che la sanatoria abbia un effetto positivo sui conti. La misura riguarda le somme dovute fra il 2000 e il 2023 e già passate all’Agenzia delle Entrate - Riscossione, anche quelle comprese in rottamazioni precedenti poi decadute. «Con l’adesione alla rottamazione - spiega l’assessore al Bilancio Giuseppe Masala -, e la definizione agevolata dei tributi locali, diamo ai cittadini e alle imprese una concreta possibilità di ripartire, liberandosi da un peso fiscale che spesso non dipende da cattiva volontà ma da momenti di difficoltà economica». Il comune di Sassari, così come tanti altri nell’isola, sta preparando anche una definizione agevolata “autonoma”, prevista dalla stessa legge di bilancio. Riguarda i crediti che l’ente gestisce da solo o tramite concessionari privati, e non quelli già affidati all’Agenzia. In questo caso, i singoli enti possono decidere quali entrate includere, quanto ridurre sanzioni o interessi e se estendere la sanatoria agli accertamenti in corso o ai contenziosi. L’unico vincolo è che la quota capitale non si tocca. Olbia come Sassari, ha deciso di aderire alla rottamazione quinquies.
Alghero, oltre ad aver deliberato l’adesione, ha scritto un proprio regolamento di definizione agevolata, approvato dal Consiglio comunale. Riguarda i crediti gestiti dai concessionari Secal e Step: un carico di 24 milioni di euro che interessa circa 20mila contribuenti. Rinunciando a sanzioni e interessi, il Comune lascerà sul tavolo una cifra che si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Un altro ente che ha aderito è il comune di Porto Torres. Nel periodo 2016 - 2023 la somma dei carichi tributari è di 815mila euro, che arrivano a più di un milione e 100mila se si considerano anche gli interessi.
Nel Sud Sardegna
Passando al sud Sardegna, Cagliari ha detto no alla quinquies. «Quello che stiamo facendo, invece, è portare avanti un sistema di recupero delle somme, incentivando le rateizzazioni del dovuto per venire incontro alle persone», spiega il primo cittadino Massimo Zedda. «La rottamazione determina infatti uno squilibrio tra chi ha sempre pagato per tempo e chi, per varie ragioni, non l’ha fatto. Agevoliamo questi ultimi, ma anche dalle ultime verifiche, la maggior parte che non ha pagato ha solo dimenticato di pagare o non ha voluto pagare. Per coloro che hanno difficoltà, stiamo determinando una congrua rateizzazione» conclude il sindaco Zedda.
Anche Oristano ha scelto di non aderire alla quinquies. Dal Comune spiegano che da anni, la riscossione stragrande maggioranza dei crediti tributari, avviene tramite concessionari privati e solo una piccola porzione è stata affidata all’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Secondo il Comune, i risultati danno ragione a questa scelta. Negli ultimi sei anni i concessionari privati hanno recuperato in media più del 40% dei carichi affidati in riscossione coattiva per la Tari dal 2012 al 2019, e le procedure sono ancora in corso. È proprio la tassa sui rifiuti a pesare di più fra gli insoluti sui bilanci comunali. Un metodo che avrebbe portato Oristano a recuperare percentuali complessive che si attestano su quelle dei Comuni più virtuosi d’Italia.
A Nuoro
Anche il comune di Nuoro ha aderito alla quinquies affiancando una definizione agevolata gestita dalla società di riscossione Sogert. I primi numeri ci sono. Tra il 2 settembre e il 2 ottobre di quest’anno, 483 contribuenti hanno chiesto di conoscere la propria situazione debitoria, per valutare l’eventuale adesione. Ma i numeri vanno letti con estrema prudenza: non è infatti scontato che chi ha scelto di richiedere il prospetto dei debiti scelga poi di sanarlo. Dopo aver ricevuto il piano, ogni contribuente ha 30 giorni per dichiarare l’adesione. A quel punto Sogert ha 90 giorni per ammetterlo, con il piano di pagamento, o per respingere la domanda.