Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»
Le dichiarazioni di Mastrolia provocano la rottura con i sindacati: «Accuse inaccettabili, nessun obbligo di riverenza». Proclamato lo stato di agitazione
Roma La tensione nella grande distribuzione del commercio alimentare tocca livelli di guardia. Lo scontro tra i vertici dell’ex Carrefour-Gruppo GS (New Princes) e le organizzazioni sindacali è degenerato in una rottura aperta, culminata nella proclamazione dello stato di agitazione e nell’avvio di assemblee in tutti i luoghi di lavoro. A far saltare il tavolo è stato l'incontro di oggi ottobre, bruscamente interrotto dal presidente del gruppo, Angelo Mastrolia, dopo che il confronto si era arenato su nodi cruciali come i contratti di appalto, l'andamento commerciale e le prospettive occupazionali.
La rottura azienda – sindacati
La frattura si è consumata quando i sindacati hanno sollevato criticità sull'applicazione di contratti collettivi nazionali definiti "non attinenti" alle mansioni svolte dal personale in appalto della controllata New Services — una problematica ereditata sin da prima dell'acquisizione. La reazione del presidente Mastrolia è stata di chiusura totale: dopo aver puntato il dito contro i dipendenti, indicati genericamente come corresponsabili del cattivo andamento aziendale, e aver annunciato l'intenzione di tagliare il costo del lavoro nel 2027 giudicato "eccessivo", ha accusato le sigle di "irresponsabilità" e "mancata gratitudine", bloccando sul nascere le relazioni sindacali e il percorso di assunzione del personale in appalto.
Le vertenze aperte
La brusca interruzione del dialogo ha impedito di affrontare i numerosi dossier aperti che preoccupano i lavoratori, a cominciare dalle politiche commerciali e dagli assortimenti, i cui cambiamenti strategici, secondo le analisi sindacali, non stanno trovando riscontro nelle vendite. Sul tavolo pesa inoltre la situazione della rete in franchising, un percorso di razionalizzazione segnato, denunciano le sigle, da fallimenti di alcuni imprenditori, mancati pagamenti degli stipendi e forti timori per il futuro del trattamento di fine rapporto e dei livelli occupazionali. A ciò si aggiungono i dubbi sugli investimenti fantasma, con interrogativi irrisolti su tempi e localizzazione dei fondi per il cambio di marchio e la ristrutturazione dei punti vendita, gravati dalle criticità ereditate dalla precedente gestione Carrefour, e un generale peggioramento delle condizioni di lavoro dovuto a decisioni unilaterali dell'impresa e alla disdetta di importanti accordi sull'organizzazione del lavoro, sia nella rete vendita sia negli uffici di sede.
Le reazioni
La risposta di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs non si è fatta attendere. In una nota congiunta, le segreterie nazionali hanno rispedito al mittente le accuse, definendo inaccettabili i giudizi sommari rivolti alla generalità dei lavoratori e la scelta unilaterale di congelare il dialogo sociale. «Riteniamo inaccettabili le accuse sommarie rivolte alla generalità delle lavoratrici e dei lavoratori e la decisione di interrompere le relazioni sindacali», tuonano i sindacati. «Il confronto deve consentire di affrontare nel merito le scelte aziendali e le loro conseguenze sull'occupazione, sui diritti e sulle condizioni di lavoro». Ribadendo la disponibilità a un dialogo che sia autenticamente costruttivo e trasparente — capace cioè di valorizzare le azioni positive ma anche di mettere sul tavolo le criticità —, i rappresentanti dei lavoratori rivendicano con forza il proprio ruolo: «Il compito delle organizzazioni sindacali è rappresentare e tutelare le lavoratrici e i lavoratori, senza alcun obbligo di riverenza o gratitudine nei confronti dell'impresa e del suo presidente». Con lo stato di agitazione ufficialmente aperto, la mobilitazione si sposta nei punti vendita e nei luoghi di lavoro attraverso le assemblee informative, preludio a una vertenza che si preannuncia particolarmente dura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
