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La speranza

Tumore al pancreas, c’è la svolta sul farmaco atteso dai pazienti gravemente malati: Ema dà il via libera al daraxonrasib

di Redazione Web

	Uno dei viaggi della speranza di Massimo Parisi (foto profilo Fb)
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Uno dei viaggi della speranza di Massimo Parisi (foto profilo Fb)

«Una bella notizia»: Max Parisi aveva raccontato i viaggi della speranza negli Stati Uniti dove la pillola è reperibile

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Tumore al pancreas metastatico: storico via libera dell'EMA al daraxonrasib, il farmaco che raddoppia la sopravvivenza. Ora manca solo la European Commission che dovrà approvarlo in fretta  affinché l’agenzia del farmaco AIFA lo porti subito in Italia.

Dopo oltre quarant'anni di tentativi falliti e scarsi progressi terapeutici, arriva una svolta cruciale nella lotta contro uno dei carcinomi più aggressivi e difficili da trattare.

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha raccomandato ufficialmente l'approvazione del daraxonrasib, un farmaco mirato specificamente contro il tumore al pancreas in fase metastatica.

La decisione accelera l'iter per la disponibilità in Europa di quella che molti esperti definiscono una vera e propria «terapia della speranza», già precedentemente approvata ad agosto dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti. Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea del farmaco raccomanda così l’autorizzazione di Rasonque (daraxonrasib) per i pazienti adulti già sottoposti ad almeno un trattamento. In uno studio di fase 3 su 500 pazienti, il farmaco ha portato la sopravvivenza mediana a 12,4 mesi contro i 6,7 della chemioterapia. La valutazione – si legge su Quotidiano Sanità – «è stata completata in meno di 150 giorni grazie a una procedura accelerata». Ora la decisione passa alla Commissione europea.

La fine dei "viaggi della speranza"

Fino ad oggi, la mancata approvazione in Europa aveva costretto decine di pazienti europei e italiani a intraprendere costosi e complessi viaggi della speranza verso gli Stati Uniti per poter accedere privatamente alla molecola. Con il primo fondamentale "Sì" dell'EMA, la palla passa ora alla Commissione Europea per l'autorizzazione formale all'immissione in commercio, dopodiché spetterà ai singoli Stati membri (in Italia attraverso l'Agenzia italiana del farmaco, AIFA) negoziare il prezzo e garantire la rimborsabilità del farmaco a carico del sistema sanitario nazionale

Il racconto di Max Parisi e i viaggi della speranza negli Usa

La battaglia social e mediatica che vede il farmaco arrivare in Europa è anche un po’ sua: lo speaker radiofonico di Radio Monte Carlo, Massimo Parisi, gravemente malato, ha raccontato tutto il suo doloroso percorso, le diagnosi, il viaggio negli Stati Uniti. «C’è stato un momento in cui la morte e la vita si sono accavallate: il farmaco è arrivato con qualche giorno di ritardo e il mio fegato era al un punto di non ritorno. Quando il 16 settembre è arrivata la prima consegna, io ho iniziato ad avere la crisi epatica. Ho preso le prime due pillole subito e nel giro di 24 ore ho sentito fisicamente il dolore calare: ha cambiato forma. Poi ho smesso di avere le caviglie gonfie, una risalita dell’appetito, ho sentito che il fegato stava ricominciando a funzionare. Molti degli elementi che stanno riscontrando i medici sono di regressione molto più evidente di quello che si pensava all’inizio».

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