De Luca-Nizzi show: i due sindaci a ruota libera tra politica, economia e natalità. Meloni conquista lo “sceriffo”
L’incontro informale a Salerno. Presente anche il rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola
Inviato a Salerno Se fosse a Milano, sarebbe un duca. A Venezia, un doge. Nella sua Salerno, Vincenzo De Luca è «il presidente». Non occorre aggiungere altro. Palazzo di città in via Roma. Edificio razionalista, soffitto altissimo, si passa per la Sala del gonfalone e per il Salone dei Marmi, quello delle prime riunioni del governo Badoglio quando Salerno divenne capitale d’Italia. Tra le porte che precedono l’ufficio del sindaco, c’è una riproduzione piccola del Quarto stato di Pellizza da Volpedo. Nessun simbolo di partito. «Ma tanto cos’è destra o sinistra qui dentro?», commenta un funzionario, tra i tanti che fanno avanti e indietro. Il sindaco è pronto? Sì. Anzi no, è impegnato in un’altra riunione.
La delegazione sarda si accomoda in sala. Qualche minuto di anticamera, poi si apre la porta è Vincenzo De Luca, lo sceriffo della politica italiana, compare. Il primo ad allungare la mano è Settimo Nizzi, il sindaco di Olbia, gli ha portato un set di tazzine Cerasarda: «Anche se non sono del Pd, ti ho sempre stimato», e l’altro ringhia ironico: «Non ti perdi niente». Stretta di mano con il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni: «Io invece sono del Pd». Largo sorriso. De Luca sbuffa: «Eh allora sarai un infelice nella vita». Sì, è proprio lui. Completa il gruppo il rettore dell’università di Cagliari, Francesco Mola. Una visita informale, che incrocia i destini di Olbia e Salerno. Il presidente (anche se ora è solo, si fa per dire, sindaco) ascolta incuriosito i progetti della Sardegna sulla nautica, racconta i suoi sforzi per dotare la sua città di infrastrutture. Più tardi, nel convegno, li definirà «miracoli» che non riesce ancora a spiegarsi, da quanto sono usciti bene.
De Luca e Nizzi si piacciono, in serata alla Camera di commercio offrono ai presenti gli show che desideravano. Il sindaco di Olbia contro la denatalità dice che «la gente deve fare l’amore» e prendere esempio da lui che di figli ne ha sei. Poco dopo De Luca gli ricorda che «Elon Musk però ti supera, ne ha tredici». Si fanno seri, sulla blue economy sono pragmatici: «Firmiamo un accordo entro novembre». Un gemellaggio nero su bianco.
A De Luca piace molto Giuseppe Meloni. Distribuisce pacche sulle spalle e accetta l’invito a conoscere la Sardegna. Salta fuori il discorso che nei territori «contano le persone» più che i colori politici. Meloni, nelle sue conclusioni al convegno, lo ribadisce: «Da noi ogni cinque anni cambia il governo regionale, ma non è un motivo per non portare avanti i progetti. Quando sono arrivato alla vicepresidenza, era avviato un discorso sulla blue economy e ho voluto dargli un’impronta ancora più forte. Non importa chi taglierà il nastro in futuro».
Il futuro: quanti intrecci. Lui e Nizzi, nelle previsioni e nei sogni di alcuni, si contenderanno la fascia tricolore di Olbia tra meno di un anno. Anche se proprio il sindaco attuale stronca dal palco quando parla di «terzo mandato» che «non fanno perché la politica grossa ha paura». Ancora intrecci: in sala c’è un altro De Luca, Piero, che ringrazia l’operato dell’ex presidente della Regione, cioè suo padre, e con l’aplomb del deputato riporta la bussola sulla nautica. Segretario regionale Pd da un anno esatto, si dice pronto a sostenere la «Zes blu, un credito d’imposta per investimenti nella cantieristica e nella nautica da diporto».
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