Tumore al polmone: i numeri, i sintomi e l’esame salvavita
In Italia si registrano quasi 115 nuovi casi al giorno, circa 45mila ogni anno
Il tumore al polmone continua a rappresentare una delle principali sfide per la medicina oncologica, soprattutto a causa delle diagnosi tardive, che riducono le possibilità di trattamento e di guarigione. Eppure, per le persone maggiormente esposte al rischio, esiste uno strumento in grado di individuare la malattia nelle fasi iniziali: la TAC del torace a basso dosaggio di radiazioni. È questo il tema al centro dell’approfondimento pubblicato dal Corriere della Sera, che raccoglie le indicazioni di diversi specialisti e fa il punto sull’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva.
I numeri in Italia
Nel nostro Paese vengono diagnosticati ogni anno quasi 45mila nuovi casi di tumore polmonare, circa 115 al giorno. La malattia è tra le neoplasie più frequenti e rappresenta la prima causa di morte per tumore, anche perché in molti casi viene scoperta quando è già in fase avanzata. Secondo i dati riportati nell’articolo, oltre il 70% dei pazienti riceve la diagnosi in uno stadio tardivo, mentre soltanto il 30% circa può essere sottoposto a un intervento chirurgico al momento della scoperta della malattia. La sopravvivenza media a cinque anni si aggira intorno al 18%, anche se la prognosi varia in base allo stadio, al tipo di tumore e alle caratteristiche individuali. Il tumore polmonare è strettamente associato al consumo di tabacco, ma non riguarda esclusivamente chi fuma. Circa un caso su cinque – spiega il Corriere – interessa persone che non hanno mai fumato.
La TAC a basso dosaggio
Tra gli strumenti più importanti per la diagnosi precoce figura la TAC del torace a basso dosaggio, un esame che utilizza una quantità ridotta di radiazioni rispetto a una TAC standard e che consente di individuare eventuali noduli polmonari anche quando sono ancora molto piccoli. Un esame fondamentale soprattutto per le persone maggiormente esposte al rischio, in particolare i forti fumatori e gli ex fumatori. L’obiettivo dello screening è identificare il tumore prima che compaiano sintomi o che la malattia raggiunga uno stadio avanzato. Quando la neoplasia viene individuata precocemente e può essere rimossa chirurgicamente – continua l’articolo del Corriere – le possibilità di guarigione aumentano sensibilmente. Per questo è importante sviluppare programmi di screening dedicati alle categorie più a rischio.
I sintomi da non sottovalutare
Il Corriere mette in evidenza anche i sintomi a cui prestare attenzione, anche se – si legge – uno degli aspetti più insidiosi del tumore polmonare è che, nelle fasi iniziali, può non provocare disturbi evidenti. Quando presenti, i sintomi possono essere generici e facilmente confusi con quelli di altre patologie respiratorie. Tra i segnali indicati dagli specialisti ci sono:
- tosse persistente, talvolta accompagnata da striature di sangue;
- difficoltà respiratoria o fiato corto;
- dolore al torace;
- fischi durante la respirazione;
- raucedine;
- perdita di peso non spiegata;
- infezioni respiratorie frequenti.
La presenza di questi sintomi non significa necessariamente avere un tumore, ma richiede una valutazione medica quando persistono o destano preoccupazione. Allo stesso modo, l’assenza di disturbi non esclude la malattia.
Il fumo resta il principale fattore di rischio
Il tabacco – continua l’articolo – è responsabile della maggior parte dei casi di tumore al polmone. Il rischio riguarda sia i fumatori attuali sia chi ha smesso, mentre anche il fumo passivo rappresenta un pericolo per la salute. Tra gli altri fattori che possono contribuire allo sviluppo della malattia figurano l’esposizione al radon, all’amianto e ad alcune sostanze cancerogene presenti negli ambienti di lavoro, oltre all’inquinamento atmosferico.
Le cure e le possibilità di guarigione
Le terapie disponibili comprendono chirurgia, radioterapia, chemioterapia, immunoterapia e farmaci a bersaglio molecolare. La scelta dipende dallo stadio della malattia, dal tipo di tumore e dalle caratteristiche biologiche delle cellule neoplastiche. Negli ultimi anni, i progressi della ricerca hanno ampliato le possibilità terapeutiche, soprattutto grazie ai farmaci mirati contro specifiche alterazioni genetiche e all’immunoterapia. Per individuare il trattamento più appropriato è quindi importante caratterizzare la malattia anche attraverso le analisi molecolari.
Quando il tumore viene scoperto in fase iniziale, le possibilità di guarigione possono essere elevate: nei pazienti trattati precocemente – si legge – fino a circa otto su dieci possono aspirare alla guarigione, a seconda delle caratteristiche della malattia e del trattamento. Anche nelle forme avanzate, tuttavia, le nuove terapie hanno contribuito a prolungare la sopravvivenza e, in molti casi, a migliorare la qualità della vita.
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