Garlasco e quel filo che collega l’omicidio di Chiara ad altre morti: riaperta l’inchiesta sul caso Ferri
L’uomo era stato trovato senza vita nel 2010 con ferite ai polsi e alla gola
Garlasco La Procura di Pavia riapre il caso della morte di Giovanni Ferri, il meccanico trovato senza vita nel 2010 in un’intercapedine a Garlasco. L’88enne presentava ferite ai polsi e alla gola e accanto al corpo erano stati rinvenuti un coltello e un fazzoletto sporco di sangue. La vicenda era stata archiviata come suicidio dalla Procura di Vigevano, che aveva coordinato le indagini. Ora i magistrati pavesi, dopo la richiesta avanzata lo scorso settembre dalla vedova di Ferri, Gabriella Conti, hanno aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio volontario. L’inchiesta, secondo quanto riporta il Corriere della sera, sarà affidata ai carabinieri del reparto operativo di Milano anche se mancherebbe la formalizzazione. La scelta sarebbe legata alla possibile connessione tra la morte del meccanico e l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.
La morte di Ferri, però, non sarebbe la sola ad essere stata considerata strana. Esisterebbe, infatti, un elenco di decessi, poi archiviati come suicidi, collegati all’omicidio di Chiara Poggi, dopo il quale la cittadina finì al centro di ricostruzioni e ipotesi che hanno alimentato interrogativi e indiscrezioni. Tra i casi c’è quello del medico di base di Ferri, Corrado Cavallini, morto a Vigevano nel 2012 e quello di Michele Bertani morto nel 2016.
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