Stipendi, ai giovani quasi il 30% in meno degli over 50: il posto fisso non basta a colmare il divario
Tra i dipendenti occupati tutto l’anno a tempo pieno, gli under 35 ricevono in media 97,3 euro lordi al giorno contro 138,4. Le distanze maggiori nella finanza e nell’informazione
Roma Anche lavorare a tempo pieno per tutto l’anno non mette i giovani al riparo dalla distanza salariale rispetto ai colleghi più anziani. Tra i dipendenti privati con queste caratteristiche, gli under 35 guadagnano mediamente 97,3 euro lordi al giorno, contro i 138,4 degli over 50: oltre 41 euro di differenza.
Lo scarto corrisponde al 29,7% della retribuzione dei lavoratori più anziani. Non è quindi un confronto condizionato soltanto da impieghi stagionali, part-time o periodi di disoccupazione: la selezione dei lavoratori occupati per tutte le 52 settimane dell’anno serve proprio a ridurre il peso della discontinuità lavorativa.
I numeri emergono dall’elaborazione del Sole 24 Ore sui dati 2024 dell’Osservatorio Inps dedicato ai dipendenti del settore privato. Il confronto riguarda circa 5,7 milioni di lavoratori sotto i 35 anni e 11,9 milioni di ultracinquantenni.
Le distanze cambiano molto a seconda del settore. Nei servizi di informazione e comunicazione raggiungono il 42,5%: 106,5 euro lordi giornalieri per i giovani contro 185,3 per gli over 50. Nelle attività finanziarie e assicurative il divario è del 42,4%, con retribuzioni rispettivamente di 136,4 e 236,6 euro.
Lo scarto si restringe nell’istruzione, dove è del 12,7%, e nella sanità e assistenza sociale, al 13,7%. Una differenza più contenuta, però, non significa necessariamente stipendi elevati: nei servizi di alloggio e ristorazione, per esempio, i giovani si fermano a 77,8 euro lordi al giorno, contro i 96,2 dei colleghi più anziani.
A determinare le differenze contribuiscono esperienza, avanzamenti professionali e scatti di anzianità. Pesano anche gli inquadramenti iniziali: l’apprendistato, per esempio, può prevedere livelli retributivi inferiori durante il percorso formativo.
Nel decennio il divario generazionale si è ridotto: nel 2014 era del 34,5%. Ma il recupero non ha portato un miglioramento del potere d’acquisto dei giovani: tra il 2014 e il 2024 la loro retribuzione reale, depurata dall’inflazione, è diminuita dello 0,9%.
In vista della manovra, il governo studia una tassazione agevolata per la prima assunzione, attraverso un’imposta sostitutiva o una riduzione dell’imponibile. Restano ipotesi da definire, anche nella soglia anagrafica: un limite più alto allargherebbe i beneficiari, aumentando però il costo della misura.
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