Madri lavoratrici, allo studio un bonus da 100 euro al mese
Si valuta una misura comune per chi ha almeno due figli, con redditi entro 40mila euro; sul tavolo anche il taglio delle tasse sulle tredicesime
Roma Un contributo di 1.200 euro l’anno per le madri che lavorano e hanno almeno due figli. È una delle proposte in preparazione per la manovra 2027, attesa oggi, mercoledì 28 ottobre, all’esame del Consiglio dei ministri. L’idea è superare l’attuale distinzione tra le agevolazioni, introducendo un sostegno comune da 100 euro mensili.
Oggi il trattamento cambia secondo il numero dei figli. Per le lavoratrici con tre figli è previsto uno sgravio contributivo fino a 3mila euro, riconosciuto in busta paga senza limiti di reddito, fino al diciottesimo compleanno del più piccolo. Per le madri con due figli, dipendenti o autonome, il beneficio arriva invece a 720 euro, equivalenti a 60 euro mensili: il reddito non deve superare 40mila euro e il figlio minore non deve aver compiuto dieci anni. Il pagamento di questo bonus da parte dell’Inps è previsto a dicembre e le domande sono aperte.
Secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore, il nuovo intervento manterrebbe il tetto di reddito a 40mila euro, adottandolo per la misura unificata. La proposta resta da definire. Per l’insieme delle politiche dedicate a famiglia e welfare, le stime tecniche indicano circa 5 miliardi di stanziamenti nella legge di Bilancio 2027.
Tra gli interventi sul lavoro si prospetta anche la conferma della tassazione al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali. La norma attuale riguarda gli incrementi corrisposti nel 2026 ai dipendenti privati in applicazione di contratti nazionali rinnovati nel triennio 2024-2026: il prelievo agevolato sostituisce l’Irpef ordinaria e le addizionali regionali e comunali. L’estensione allo studio comprenderebbe i rinnovi siglati nel 2027. Verso la proroga anche il trattamento fiscale ridotto per lavoro notturno, festivo e straordinario.
Un altro capitolo riguarda le tredicesime. L’ipotesi è alleggerire il prelievo per i redditi più bassi: secondo le fonti di maggioranza citate dal quotidiano, sull’intervento ci sarebbe un accordo. Restano però da stabilire la soglia di accesso e l’aliquota da applicare, per la quale si valutano due possibilità: il 10% o il 15%.
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