La Nuova Sardegna

Guerra in Ucraina

Ucraina, si amputa un piede per sopravvivere: un drone lo salva dopo 8 mesi in una buca

Ucraina, si amputa un piede per sopravvivere: un drone lo salva dopo 8 mesi in una buca

Kostiantyn Vlasenko, 49 anni, è stato recuperato con un esacottero: era nascosto sotto la caldaia di una scuola bombardata

2 MINUTI DI LETTURA





Kiev Non aveva potuto partecipare al matrimonio della figlia perché era al fronte. Ora Kostiantyn Vlasenko, 49 anni, pensa a riabbracciarla e a conoscere il genero. Il 4 ottobre un drone ucraino lo ha portato in salvo, trasportandolo per quindici chilometri dopo quasi otto mesi trascorsi sotto la caldaia di una scuola bombardata.

La sua vicenda è ricostruita da Marta Serafini, inviata a Kiev del Corriere della Sera. Militare della 30ª brigata meccanizzata, Vlasenko aveva raggiunto nel maggio 2025 una postazione nella regione di Kharkiv, dove si trovava un commilitone con il nome di battaglia Basky. La sorveglianza dei droni russi aveva reso i percorsi quasi impraticabili: due uomini mandati a sostituirli erano stati uccisi, così come altri due inviati a recuperarne i corpi.

A metà febbraio, l’allagamento del rifugio aveva costretto i due a cercare riparo nella scuola distrutta. Mentre raccoglievano vestiti asciutti e viveri, un attacco russo aveva ucciso Basky, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, e ferito gravemente Vlasenko. Il soldato era riuscito a trascinarsi sotto una caldaia. Il piede sinistro era andato in necrosi; circa tre mesi dopo si era amputato da solo il destro, che gli impediva di strisciare. Acqua, cibo e batterie consegnati dai droni ucraini gli avevano permesso di continuare a resistere e comunicare con i compagni.

I primi tentativi di evacuazione erano falliti: due veicoli terrestri senza pilota erano stati distrutti dai droni russi. Per evitare di esporre altri uomini, i soccorritori hanno quindi preparato un recupero aereo con l’Ayudag-6, un drone per carichi pesanti dotato di sei rotori e verricello. Prima dell’arrivo del mezzo, Vlasenko ha ricevuto un’imbracatura e un telefono con le istruzioni video per l’operazione. Poi si è agganciato al cavo ed è stato sollevato.

Secondo la ricostruzione di Reuters, il trasferimento è durato circa un quarto d’ora. Tre droni hanno scortato il ferito, mentre altre unità ucraine colpivano le postazioni russe per proteggere il volo. I comandanti ucraini descrivono l’operazione come il primo recupero aereo di un soldato mediante un drone di cui si abbia notizia. Per Vlasenko è arrivato dopo 491 giorni al fronte.

«Mi ero già sepolto», ha raccontato il militare. Come riferisce Marta Serafini sul Corriere della Sera, adesso la moglie gli chiede di restare a casa. Lui pensa alla riabilitazione e alla famiglia, ma non esclude di tornare ad aiutare i commilitoni come volontario o nelle retrovie.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Le indagini

Omicidio a Olbia, fermato un giovane

Le nostre iniziative