Famiglia nel bosco, mamma Catherine sale in cattedra: insegnerà intelligenza naturale
Firmato un contratto di collaborazione da 60 euro lordi l’ora: racconterà la sua esperienza ai corsisti. La battaglia per riavere i figli va avanti
Roma Un contratto di collaborazione firmato lo scorso 17 ottobre, una cattedra temporanea e una nuova, inaspettata prospettiva di vita. Catherine Birmingham, la madre della nota "famiglia nel bosco" di Palmoli (Chieti), diventa docente. Sarà impegnata a Roma con l'Istituto nazionale di Pedagogia familiare per tenere lezioni all'interno di un corso di perfezionamento in "Intelligenza naturale". Un incarico che potrebbe rappresentare il tassello decisivo per sbloccare il sogno più grande della coppia: il ritorno definitivo dei tre figli.
Dal bosco alla cattedra romana
La vicenda che ha fatto discutere l'Italia intera vede oggi un inedito risvolto professionale. Catherine Birmingham è stata reclutata dall'Istituto nazionale di Pedagogia familiare per un ruolo di primo piano all'interno di un percorso formativo incentrato sulle diverse dimensioni dell'intelligenza umana. Il suo compito non sarà accademico in senso tradizionale, ma profondamente esperienziale: la donna metterà il proprio vissuto a disposizione dei corsisti, raccontando la sua storia, confrontandosi con loro e portando il peso e il valore di una cronaca vissuta in prima persona. L’accordo, nero su bianco dallo scorso mese, prevede un contratto di collaborazione con un compenso di 60 euro lordi all'ora. Una boccata d'ossigeno finanziaria che si aggiunge ai proventi derivati dalla pubblicazione del libro La mia verità (edito da Solferino).
La svolta economica per sbloccare la casa e riabbracciare i figli
La nuova fonte di reddito arriva in un momento cruciale per la famiglia. Da circa un anno Catherine e il marito Nathan Trevallion combattono nelle aule giudiziarie per riottenere la responsabilità genitoriale sui tre figli. Nel novembre dello scorso anno, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva decretato la sospensione della potestà genitoriale, giudicando non idoneo alle esigenze dei minori il vecchio casolare nel bosco di Palmoli, sprovvisto di acqua corrente e di elettricità. Attualmente ospitati in un'abitazione messa temporaneamente a disposizione dal Comune di Palmoli, mentre i bambini si trovano in una struttura protetta a Vasto, i genitori puntano tutto sulla costruzione di una nuova casa. Il progetto prevede un edificio autosufficiente e a basso impatto ambientale, da realizzare su un terreno acquistato nel 2021 accanto al vecchio rifugio. I lavori, previsti in partenza a settembre, erano rimasti bloccati a causa della mancanza della necessaria liquidità: adesso, grazie ai nuovi introiti professionali, il cantiere potrebbe finalmente sbloccarsi. La battaglia legale e la speranza del rientro Il percorso verso la normalità procede intanto su un doppio binario, tra passi avanti e continui appelli giudiziari. Nelle scorse settimane i bambini hanno potuto trascorrere il loro primo fine settimana a casa con i genitori, un segnale importante all’interno del percorso graduale di ricongiungimento stabilito a settembre dai giudici minorili. La difesa della famiglia, rappresentata dall'avvocato Simone Pillon, non intende però attendere i tempi lunghi della gradualità: è stata infatti depositata al Tribunale per i minorenni dell'Aquila una corposa memoria difensiva di 36 pagine, con la quale si torna a chiedere con forza il rientro immediato dei bambini in famiglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
