Condono edilizio, FdI riapre la partita: nel piano anche i piccoli abusi in tutta Italia
Il progetto affiancherebbe alla riapertura della sanatoria del 2003 per la Campania un intervento sulle difformità nel resto d’Italia
Roma Una nuova possibilità di regolarizzare piccole irregolarità edilizie in tutta Italia, insieme alla riapertura dei termini del condono del 2003 per la Campania. È il progetto sul quale lavora Fratelli d’Italia, che punta a intervenire durante l’esame della manovra 2027. L’iniziativa raccoglie anche il sostegno di Forza Italia, ma deve ancora tradursi in una norma approvata dal Parlamento.
L’ipotesi nazionale riguarderebbe opere pertinenziali e accessorie, cioè interventi complementari al fabbricato principale, e lavori di ristrutturazione eseguiti senza il titolo edilizio necessario oppure con caratteristiche diverse da quelle autorizzate. Il perimetro preciso delle opere ammesse, così come i requisiti per accedere alla regolarizzazione, dipenderà dal testo che verrà presentato.
La spinta politica arriva soprattutto dai parlamentari campani del partito di Giorgia Meloni. La loro richiesta è riaprire l’accesso alla sanatoria varata dal governo Berlusconi nel 2003. All’epoca la giunta regionale guidata da Antonio Bassolino si oppose al condono e adottò disposizioni restrittive, alcune delle quali furono successivamente annullate dalla Corte costituzionale.
FdI torna così su un intervento già tentato durante l’esame della precedente legge di bilancio, senza arrivare all’approvazione della misura. L’orientamento a riprovarci sarebbe emerso nel corso di una riunione del partito dedicata alla manovra.
Restano aperte tre strade parlamentari: un emendamento firmato da Fratelli d’Italia, una proposta dei relatori della legge di bilancio oppure un intervento direttamente del governo. Il passaggio decisivo sarà la definizione del testo: solo allora sarà possibile conoscere quali irregolarità potrebbero essere sanate, a quali condizioni e con quali scadenze.
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