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Emergenza prezzi

Carburanti, stop alle accise mobili: da oggi scatta il rincaro alla pompa sul gasolio

Carburanti, stop alle accise mobili: da oggi scatta il rincaro alla pompa sul gasolio

Addio allo sconto di 4,9 centesimi al litro. Confermati i tetti delle major, in crisi i distributori indipendenti

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Roma Fine della corsa per il taglio delle accise sul gasolio. A partire da oggi, 8 novembre, i primi rincari tornano a farsi sentire alla pompa di benzina, complice l'esaurimento della misura temporanea che garantiva uno sconto di 4,9 centesimi al litro. Il provvedimento, riattivato lo scorso 27 ottobre tramite un decreto dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è giunto alla scadenza naturale. Nonostante le attese, il governo non ha varato alcun decreto di proroga nell’ultimo giorno utile, lasciando decadere lo sconto finanziato in via temporanea con 38,7 milioni di euro di maggior gettito Iva registrato a settembre.

L’impatto sui rifornimenti e il nodo del diesel

Il meccanismo delle accise mobili — già impiegato in diverse occasioni nel corso dell'anno — consente all'esecutivo di utilizzare l'extragettito Iva per tagliare temporaneamente l'accisa fissa. L'agevolazione sulla benzina si era conclusa già a inizio luglio, mentre era rimasta attiva per il diesel, settore penalizzato dall'allineamento della tassazione alla verde scattato dal primo gennaio. Sui singoli rifornimenti, l'assenza dello sconto di 4,9 centesimi al litro si traduce in un aggravio calcolato su base pratica: 2,44 euro in più su un singolo pieno da 50 litri; 24,40 euro di spesa aggiuntiva calcolata su un totale di dieci pieni. Il fattore petrolio e i listini calmierati A mitigare l'impatto del rialzo potrebbero concorrere le quotazioni internazionali del greggio, attualmente in fase discendente. Il Brent è infatti sceso dai 117 dollari al barile registrati a fine ottobre fino a quota 98 dollari — con punte minime a 94 dollari —, segnando una contrazione del 17% in meno di una settimana. Un andamento che, secondo il presidente di Adusbef Antonio Tanza, apre spiragli per ulteriori ribassi indipendentemente dal recupero dello sconto fiscale, spingendo l'associazione a chiedere a Eni e agli altri marchi un'ulteriore riduzione dei listini.

I tetti volontari

Nel frattempo, la rete risponde attraverso i tetti volontari applicati dalle principali compagnie per mantenere i prezzi self-service sotto la soglia psicologica dei 2 euro per la benzina e dei 2,20 euro per il gasolio. Eni ha confermato la proroga delle misure di contenimento fino al 31 dicembre, passando tuttavia a un calmiere mobile — formula già adottata a ottobre da Q8, IP e Tamoil — in sostituzione del precedente prezzo massimo nazionale. Una stabilità che resta comunque legata all'andamento futuro del greggio sui mercati internazionali.

Le difficoltà dei distributori indipendenti

Se le major garantiscono i tetti ai prezzi, le politiche commerciali delle compagnie integrate (attive nella produzione, raffinazione e distribuzione) stanno creando forti tensioni per i piccoli impianti indipendenti. Le associazioni di categoria del settore (Anbti, Assocostieri, Assopetroli, Confcommercio Mobilità, Conftrasporto, Federauto e Figisc) denunciano vendite in calo del 29% e perdite medie stimate a 2.700 euro mensili per ciascun distributore. Una situazione critica confermata da Andrea Rossetti, presidente di Assopetroli-Assoenergia, il quale evidenzia come l'acquisto del prodotto all'ingrosso a condizioni sfavorevoli impedisca agli indipendenti di allinearsi ai prezzi praticati dalle grandi compagnie, generando effetti distorsivi sul mercato.

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