Truffa da 150mila euro a un medico in pensione, condannato un ex carabiniere
L’imputato, un 57enne sassarese, era finito a processo con l’accusa di circonvenzione di incapace
Sassari Un anno e otto mesi di reclusione per quella che secondo l’accusa fu una vera e propria circonvenzione di incapace, considerato che l’imputato – un ex carabiniere – era riuscito a sottrarre circa 150mila euro a un anziano medico.
Pena più lieve rispetto ai quattro anni che aveva chiesto il pubblico ministero Andrea Giganti. L’imputato Paolo Diego Augias, di 57 anni, era riuscito a ottenere la fiducia di un ex neurologo ottantenne, affetto da patologie neurologiche, millantando l’appartenenza alle forze di polizia e la disponibilità di denaro e titoli. Tra le altre cose gli avrebbe anche fatto credere di possedere abitazioni di prestigio in Costa Smeralda e numerosi quadri d’autore, presentandogli documentazione falsa per carpirne la buona fede.
In questo modo il 57enne sarebbe riuscito a farsi consegnare dal medico circa 150mila euro. Dopo la denuncia dei familiari, la Procura aveva aperto un’inchiesta per truffa, accusa che si era poi aggravata all’esito dell’udienza preliminare per diventare circonvenzione di incapace.
L’indagine della guardia di finanza di Sassari era partita dopo la denuncia dei figli del medico in pensione che si erano resi conto della grave situazione in cui si trovava il genitore e si erano rivolti all’avvocato Gianluigi Poddighe, con il quale si sono costituiti parte civile nel processo. Il legale, al termine della sua discussione nella quale aveva ripercorso tutta la vicenda, si era associato alla richiesta di condanna del pubblico ministero.
Impaurito e disorientato per via della malattia e delle continue pressioni esercitate dal 57enne l’anziano era riuscito comunque a fornire indicazioni fondamentali agli inquirenti. Sulla base degli elementi raccolti, le fiamme gialle avevano ricostruito le tappe della truffa messa a segno tra settembre del 2017 e agosto del 2018. Dalle verifiche era emerso che l’imputato si sarebbe fatto dare, in diverse occasioni, circa 150mila euro per la ristrutturazione di alcuni immobili, in realtà mai posseduti, promettendone la restituzione una volta vendute le abitazioni che – a suo dire – erano già state opzionate dagli acquirenti. Alla richiesta di restituzione del denaro, il truffatore avrebbe cominciato a intimorire l’ottantenne minacciando ritorsioni e invitandolo senza mezzi termini a non rendere note quelle cessioni di denaro e di altri beni.
L’avvocato difensore Giuseppe Onorato – richiamando anche le considerazioni della psichiatra Liliana Lorettu, che il giudice Claudia Sechi aveva voluto risentire in aula – nella sua discussione aveva evidenziato come prima del 2018 non fosse evidente nemmeno ai familiari la condizione di disagio della persona offesa. Per questo aveva chiesto l’assoluzione del suo assistito. Il legale valuterà un eventuale appello quando verranno depositate le motivazioni della sentenza.