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Tribunale

Sassari, spiava le colleghe nei bagni, ma paga ed evita la condanna: reato estinto col risarcimento

di Nadia Cossu
Sassari, spiava le colleghe nei bagni, ma paga ed evita la condanna: reato estinto col risarcimento

Sassari, il giudice accoglie la condotta riparatoria dell’ex ricercatore di Veterinaria: sette le vittime risarcite dopo l’installazione delle microcamere nel dipartimento

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Sassari Il risarcimento a favore delle persone offese è stato considerato dal giudice Silvia Masala come “condotta riparatoria” e, sulla base di quanto previsto dall’articolo 162 ter del codice penale, è stato dichiarato estinto il reato. È stata formalmente accolta ieri mattina l’istanza presentata a dicembre dall’avvocato Paola Pittalis, difensore di un ex ricercatore di Veterinaria finito a giudizio perché spiava le colleghe nei bagni del dipartimento.

L’autore dello “spionaggio ambientale” è un 50enne originario di Ittiri finito sotto inchiesta a gennaio del 2023 – a conclusione di una meticolosa indagine portata avanti dalla polizia locale di Sassari – con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata (articolo 615bis del codice penale). L’uomo, all’epoca ricercatore universitario di Veterinaria nell’ateneo sassarese – e immediatamente allontanato dalla facoltà non appena erano venuti alla luce i fatti – aveva installato microcamere nei bagni del dipartimento. In particolare aveva nascosto due telecamere nei distributori dei panni di carta che si usano per asciugare le mani: a trovarle era stata una dipendente della ditta di pulizie.

Sette le persone offese, tutte donne, tutelate dall’avvocato Marco Spanu. Non si sono costituite parti civili ma non hanno rimesso la querela nei confronti dell’imputato. In una delle ultime udienze, l’avvocato Pittalis aveva depositato i documenti che attestavano l’avvenuto risarcimento del danno da parte del 50enne a favore delle colleghe spiate chiedendo che questo atto valesse come condotta riparatoria. Il giudice ha accolto.

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