Choc a Sassari: segregata, stuprata e obbligata a mangiare il cibo sputato
I dettagli della terribile vicenda: la donna è stata rasata a zero dal suo aguzzino che le spegneva le sigarette sulle braccia
Sassari Un incubo a occhi aperti durato dieci giorni, fatto di abusi e torture, con il cibo negato o gettato sul pavimento, percosse e violenze sessuali. Lo ha vissuto una 25enne sassarese, segregata dal fidanzato in un appartamento di Santa Maria di Pisa: la hanno salvata i carabinieri con l’aiuto dei vigili del fuoco nella notte fra venerdì e sabato. Un blitz che ha posto fine a dieci giorni di sevizie e violenze psicologiche, secondo quanto ricostruito dai militari e poi formalizzato dalla giovane nella querela presentata contro il suo presunto aguzzino.
L’udienza
L’accusato – un 34enne sassarese con precedenti per reati di droga e minacce, ma non legati a episodi di violenza – era stato arrestato dai carabinieri durante il blitz con le accuse di sequestro di persona, tortura, lesioni personali e maltrattamenti nei confronti di familiari, oltre che di resistenza a pubblico ufficiale, per aver tentato di aggredire un carabiniere con l’estintore durante la sua permanenza in caserma, prima del trasferimento al carcere di Bancali.
Comparso davanti al giudice delle indagini preliminari Sergio De Luca, l’arresto è stato convalidato ed è stato disposta la custodia cautelare dell’accusato in carcere. Il 34enne, difeso dall’avvocato Marco Palmieri, ha scelto di non rispondere alle domande del magistrato.
Il blitz
Tutto è partito con l’allarme della madre della 25enne, che ha allertato il numero unico di emergenza 112 segnalando la scomparsa della figlia da dieci giorni. È stata proprio la donna a indicare ai soccorritori che la ragazza si trovava quasi certamente a casa del fidanzato. Ma, quando i militari della sezione radiomobile si sono presentati alla porta, il citofono ha suonato a vuoto. Eppure, era evidente che qualcuno in casa ci fosse. È cominciato così il movimentato blitz, che in pochi minuti ha attirato l’attenzione di tutti i vicini: con l’ausilio dell’autoscala e del cestello dei vigili del fuoco, i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento da una finestra e si sono trovati davanti a una scena da film dell’orrore. I carabinieri hanno spiegato che la giovane, sotto choc, presentava diversi lividi, causati dalle percosse subite nei dieci giorni. Subito dopo, la giovane è stata presa in carico dal personale sanitario del 118 che attendeva l’apertura della porta da parte dei militari. La 25enne è stata accompagnata in ambulanza al pronto soccorso, dove è scattato immediatamente il Codice rosa, il percorso ospedaliero dedicato alle vittime di violenza di genere. La giovane donna è ancora ricoverata al Santissima Annunziata, ed è stata affidata a un centro di supporto specializzato nella gestione di situazioni simili.
Il racconto della vittima
Un quadro inquietante, ma che si è fatto ancora più drammatico con le prime parole della vittima raccolte dai militari. La 25enne ha raccontato che la relazione era peggiorata soprattutto negli ultimi tre mesi, da quando il fidanzato aveva cominciato ad assumere atteggiamenti sempre più violenti: lanci di oggetti durante le liti, umiliazioni e insulti, aggressioni fisiche e persino mozziconi di sigarette spenti sul braccio. Il culmine di questi episodi violenza sempre più insostenibili è però arrivato negli ultimi dieci giorni, quando la vittima ha raccontato di essere stata trattenuta nell’abitazione contro la sua volontà. In un episodio, dopo aver tentato di fuggire dall’abitazione, il 34enne la avrebbe “punita” rasandole i capelli a zero con un rasoio. Ma in quei giorni le vessazioni sono state tante: la giovane ha raccontato che il fidanzato le negava il cibo e che, quel poco che le dava, veniva gettato sul pavimento e calpestato o sputato. L’accusato, inoltre, avrebbe minacciato più volte la 25enne, sostenendo di essere pronto a sfigurarla con l’acido o a costringerla a bere la candeggina. Non solo, la giovane ha anche riferito di essere stata costretta ad assumere psicofarmaci e di aver subito violenze sessuali quando era stordita dall’effetto dei medicinali, nonostante i suoi disperati tentativi di opporsi. Poi, finalmente, il blitz che ha permesso di liberarla.
