La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta

Sassari, sgominata una rete che favoriva l’immigrazione clandestina: 29 indagati

Sassari, sgominata una rete che favoriva l’immigrazione clandestina: 29 indagati

L’operazione dei carabinieri del nucleo Ispettorato del lavoro

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Sassari I carabinieri del nucleo Ispettorato del lavoro di Sassari, in collaborazione con lo Sportello unico immigrazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro, hanno scoperto un sistema criminale che avrebbe favorito l’immigrazione clandestina attraverso false assunzioni. Tra il 2022 e il 2025, gli investigatori hanno analizzato 3.372 richieste di ingresso per lavoratori extracomunitari, presentate tramite il portale SPI 2.0 del ministero dell’Interno. Più della metà di queste domande sono state respinte, principalmente per mancanza di requisiti, ma il 16% è stato revocato perché irregolare. Proprio su queste ultime si è concentrata l’indagine.
Dopo un lavoro investigativo complesso, coordinato dalla Procura della Repubblica di Sassari, è emerso che 291 richieste presentate a Sassari e altre 965 in diverse province italiane erano state inoltrate in modo fraudolento. Gli indagati, italiani e stranieri, si erano appropriati dei dati di ignari imprenditori, soprattutto nei settori agricolo, edile e turistico, per far entrare illegalmente in Italia lavoratori stranieri, principalmente provenienti da paesi del sud-est asiatico e dell’Africa. Questi lavoratori, convinti di trovare un impiego e una sistemazione, sarebbero invece rimasti vittime di un inganno, ritrovandosi senza lavoro e senza casa.
Le indagini hanno rivelato un sistema ben organizzato, con migliaia di documenti aziendali caricati sul portale per cercare di aggirare i controlli. In un caso, è stato scoperto che alcuni documenti erano stati rubati da una banca dati utilizzando le credenziali di un imprenditore deceduto anni prima. Grazie alle denunce degli imprenditori truffati, i carabinieri hanno potuto smascherare questa rete criminale.
In totale, 29 persone sono state indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sostituzione di persona, uso di documenti falsi e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici.

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