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Sassari, la banda delle “spaccate” notturne è l’incubo dei commercianti – Caccia a due giovani

di Luca Fiori
Sassari, la banda delle “spaccate” notturne è l’incubo dei commercianti – Caccia a due giovani

Da gennaio a oggi un’escalation di colpi in centro città: «Sappiamo chi sono e dove si nascondono, perché non li arrestano?»

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Sassari Arrivano incappucciati, si muovono rapidi nel buio, colpiscono sempre allo stesso modo e spariscono in pochi minuti, lasciandosi alle spalle vetri in frantumi, per terra pezzi di marciapiede o blocchetti di calcestruzzo e poi casse svuotate e commercianti esasperati. Da settimane, nel centro di Sassari, la sensazione è che ci siano due giovani diventati il terrore della notte, protagonisti di una sequenza di “spaccate” e  furti che non accenna a fermarsi e che, colpo dopo colpo, sta alimentando paura e rabbia.

Le ultime immagini, riprese da una telecamera di via Cavour alle due del mattino del 18 marzo, raccontano più di mille parole. Si vedono due uomini avvicinarsi al negozio di frutta e verdura Fruttolo, uno colpisce con forza la vetrata fino a mandarla in frantumi, mentre l’altro resta poco distante a controllare. Poi entrano, afferrano il registratore di cassa e scappano. Pochi secondi, un bottino di appena 25 euro, ma un danno di circa 1000 euro. «Siamo qui da undici anni ed è la prima volta che succede», racconta la titolare Fabiana Murgia, ancora scossa.

Circa un’ora dopo a poche centinaia di metri, un altro colpo. Il Giro Cafè di viale Umberto, a due passi dal Cinema Moderno, viene preso di mira per la seconda volta in una settimana. La prima incursione, tra il 9 e il 10 marzo, con una vetrata infranta su via Adelasia e un bottino di appena 60 euro a fronte di 800 euro di danni. La seconda, tra il 17 e il 18, ancora più beffarda, con i ladri tornati dallo stesso buco nel vetro, come se sapessero di poter agire indisturbati, portando via quattro bottiglie di liquori e pochi spiccioli.

La mattina del 18 marzo il titolare del bar, Titino Pinna, ha ricevuto la visita del sindaco Giuseppe Mascia e del comandante della polizia locale Gianni Serra, un gesto di vicinanza che però non cancella la tensione crescente tra gli esercenti. Andando a ritroso, la mappa dei colpi si allarga. Pochi giorni prima era toccato al Gusta Vinho’s di via Arborea, colpito nella notte tra il 12 e il 13 marzo con la stessa tecnica – cancello sradicato, vetrata distrutta con un blocco di calcestruzzo, cassetto della cassa portato via e poi ritrovato vuoto poco distante, in via Munizione Vecchia. Il locale era già finito nel mirino nel 2017 e nel settembre 2024, segno di un accanimento che racconta bene il clima che si vive nel centro storico.

La lunga scia

E poi ancora, tornando alle scorse settimane, la lunga scia: la Cantina Mazzotti in piazza Colonna Mariana, il negozio Ya Shi Da e il Real Caffè in piazzale Segni all’inizio di marzo e un paio di mesi prima, all’inizio dell’anno, la pizzeria Monhos, il negozio Magnifico a Corte Santa Maria, la pizzeria Bùca in viale Trieste, fino al Caffè Emiciclo. Sempre lo stesso copione. Vetri infranti, ingressi rapidi, registratori di cassa portati via per pochi euro, danni che superano di gran lunga il bottino.

In città si fa strada una convinzione sempre più diffusa: dietro questi colpi ci sarebbero sempre gli stessi due giovani, che si muovono con sicurezza e conoscono bene la zona in cui agiscono, molto probabilmente la stessa in cui vivono. Una convinzione che ha spinto alcuni commercianti del centro esasperati ad andare oltre le denunce, avviando indagini private e arrivando – secondo quanto riferito da alcuni di loro – a individuare quella che potrebbe essere la loro base operativa, un garage non lontano da piazza Azuni, dove i due si rifugerebbero dopo i colpi. «Sappiamo tutti chi sono e dove si nascondono, perché non li arrestano?»

Il precedente e gli arresti

Un elemento che ora potrebbe finire all’attenzione degli investigatori. Il quadro richiama da vicino quanto accaduto un anno e messo fa. Il 29 novembre 2024 i carabinieri della Compagnia di Sassari avevano arrestato due uomini, un 26enne sassarese e un 37enne di Alghero, ritenuti responsabili di una serie di spaccate messe a segno tra ottobre e novembre di due anni fa in diversi negozi del centro, mentre una donna di 28 anni era stata denunciata come complice perché in almeno un’occasione aveva fatto da palo.

Stesso modus operandi

I due agivano con modalità identiche a quelle viste oggi, utilizzando grossi massi per sfondare le vetrine e portare via i registratori di cassa, ed erano stati identificati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Uno era finito nel carcere di Bancali, l’altro ai domiciliari con braccialetto elettronico. Oggi quei protagonisti sono tornati in libertà e tra i commercianti c’è chi è convinto che uno di loro possa essere di nuovo in azione, affiancato da un nuovo complice, in una sorta di ritorno di un copione già visto. Una sensazione difficile da dimostrare ma che si fa strada notte dopo notte, mentre i vetri continuano a infrangersi e la città si risveglia contando i danni. Nel frattempo le forze dell’ordine lavorano senza sosta per dare un nome ai responsabili e verificare eventuali collegamenti tra gli episodi, ma nel centro di Sassari cresce la paura e la rabbia di chi ogni mattina alza la serranda con il timore di trovare tutto distrutto.

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