Allevatore di Ittiri morto dopo lo schianto: chiesta la condanna per l’autista del motocarro
Salvatore Piga, 34 anni, rimase vittima di un incidente in scooter nella strada per Villanova. Il pm sollecita 10 mesi per omicidio stradale
Sassari Una vita spezzata nel cuore dell’estate, una famiglia distrutta e, a distanza di tre anni, si avvia verso la conclusione il processo che prova a mettere un punto su una tragedia che aveva segnato la comunità di Ittiri. Il pubblico ministero Giovanni Porcheddu ha sollecitato una condanna a 10 mesi per omicidio stradale per il conducente dell’autocarro coinvolto nell’incidente in cui perse la vita il 34enne Salvatore Piga. L’imputatoè difeso dall’avvocato Cristiana Fotzi mentre la moglie, le tre figlie e la sorella della vittima si sono costituite parti civili con gli avvocati Elias Vacca, Anna Arca Sedda, Dario Piu e Antonello Fiore.
L’incidente
La vicenda risale alla vigilia di Ferragosto del 2023, quando Salvatore Piga, allevatore di Ittiri, rimase gravemente ferito in un drammatico incidente avvenuto nelle campagne tra Ittiri e Villanova Monteleone, in località Monte Untulzu. Il 34enne viaggiava in sella al suo scooter Scarabeo quando si schiantò frontalmente contro un autocarro Iveco condotto da un compaesano, anche lui allevatore. Secondo quanto riferito subito dopo ai carabinieri intervenuti sul posto, il conducente del mezzo pesante si sarebbe trovato improvvisamente lo scooter davanti, senza avere il tempo di evitare l’impatto nonostante un disperato tentativo di frenata. Ad avere la peggio fu Piga, sbalzato per diversi metri sull’asfalto. Le sue condizioni apparvero immediatamente gravissime, tanto da richiedere l’intervento dell’elisoccorso per un trasporto d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Qui i medici lo sottoposero a un delicato intervento chirurgico dopo aver riscontrato un grave trauma toraco-addominale. Nonostante gli sforzi del personale sanitario e i due giorni di lotta nel reparto di Rianimazione, il 34enne non si era mai ripreso. Il suo cuore aveva cessato di battere, lasciando nel dolore la moglie e le tre figlie. Ritenendo già chiara la dinamica dell’incidente, il magistrato di turno non dispose l’autopsia e autorizzò la restituzione della salma ai familiari.
