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Il caso

Sassari, senza documenti niente hotel: coppia di medici costretta a dormire in macchina

di Nadia Cossu
Sassari, senza documenti niente hotel: coppia di medici costretta a dormire in macchina

I due sono stati rifiutati in piena notte: lei non aveva la carta d’identità. L’uomo, noto psichiatra: «Ho proposto diverse soluzioni. Sono stati irremovibili»

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Sassari Da un lato un apprezzabile rispetto delle regole, dall’altro un eccesso di rigore che ha causato a una coppia di professionisti settantenni sassaresi un disagio di non poco conto. Al termine di un evento culturale a Villaurbana al quale avevano partecipato, alle due del mattino sono stati rifiutati da un hotel di Oristano – dove avevano prenotato una camera la sera prima – perché la donna non aveva con sè un documento di identità, lo aveva inavvertitamente lasciato dentro un’altra borsetta. Nessuna comprensione da parte del receptionist: «Senza documento non si può pernottare». A settant’anni sono stati quindi costretti a passare la notte in macchina in una piazzola vicino alla statale 131.

«Era impossibile mettersi in viaggio per Sassari a quell’ora – ha raccontato Aurelio Bagella, noto psichiatra sassarese protagonista della disavventura insieme alla moglie (e collega) Nerina Dore – eravamo stanchissimi e poco prima avevo rischiato di finire fuori strada per un colpo di sonno. Non c’è rimasto altro da fare che abbassare i sedili e provare a dormire. Senza successo».

Tutto è accaduto alcuni giorni fa. La coppia di medici era andata a seguire uno spettacolo. «Sapevamo che sarebbe finito tardi e per questo – racconta Bagella – la sera prima ho prenotato una camera in un albergo al centro di Oristano». Arrivati intorno alle due e mezza del mattino alla reception, l’uomo ha mostrato regolarmente il proprio documento. La moglie, invece, si è resa conto solo in quel momento di non averlo con sé. Da lì è iniziato un lungo confronto con il personale. La coppia ha cercato in ogni modo di spiegare la situazione: due persone anziane, la donna con una stampella a causa di problemi alle ginocchia, professionisti stimati, una prenotazione regolare e la disponibilità a presentare il documento mancante il mattino seguente o a fornire qualsiasi altra garanzia utile all’identificazione. «Ho esibito il mio tesserino dell’ordine dei medici, ho detto che avrei dichiarato sotto la mia responsabilità che quella persona era mia moglie. Ma la guardia giurata è stata inflessibile, dopo aver contattato uno dei responsabili della struttura ci ha comunicato che io avrei potuto passare la notte in hotel ma mia moglie no. Sono sincero, non è da me, ma di fronte a quella risposta oggettivamente irricevibile non sono riuscito a mantenere la calma e ho usato brutte parole di cui oggi mi vergogno e mi scuso con la persona interessata. Alla fine quell’uomo non poteva fare altro ma la situazione è stata assurda. Non siamo criminali, non c’erano segnalazioni a nostro carico, entro 24 ore avremmo regolarizzato tutto. Ma non c’è stato niente da fare».

E così, davanti all’impossibilità di trovare un’altra sistemazione nel cuore della notte, la coppia ha deciso di dormire in auto. Al freddo e per strada.

«Sono sconcertata e molto dispiaciuta – ha detto la responsabile della struttura alberghiera, interpellata al telefono – Vorrei porgere personalmente le mie scuse alla coppia e vorrei che sapessero che saranno nostri ospiti per una notte. Ci chiamino qualche giorno prima per la prenotazione della camera e saremo lieti di farci perdonare almeno così». Massima disponibilità e cortesia, quindi, da parte dei proprietari dell’hotel: «Il nostro dipendente ha rispettato le regole, va detto. Se non si registrano i clienti ci chiudono l’albergo. Però ci sono delle situazioni in cui occorrono elasticità e discernimento. Ed era proprio questo il caso».

Una storia che solleva in sintesi interrogativi sul piano normativo. Se da una parte gli albergatori hanno l’obbligo di registrare gli ospiti, dall’altra esistono casi in cui è possibile adottare modalità alternative o temporanee di identificazione, soprattutto in presenza di prenotazioni tracciabili, clienti facilmente identificabili o documenti da esibire entro poche ore. Una scelta che spesso dipende dalla valutazione e dalla sensibilità di chi si trova alla reception.

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