La Nuova Sardegna

Sassari

La storia di bonnie & clide

Sassari, la storia di Alessio e Irina: «La nostra rinascita dopo l’attentato»

di Luca Fiori
Sassari, la storia di Alessio e Irina: «La nostra rinascita dopo l’attentato»

A settembre avevano perso il food truck in un incendio ad Alghero

4 MINUTI DI LETTURA





Sassari Bonnie scodinzola senza fermarsi davanti a quel locale ancora vuoto nel cuore di Sassari. Ogni tanto guarda Alessio, poi Irina, come se capisse che lì dentro, dietro quella serranda, sta per ricominciare la loro vita. Nella piccola e colorata Largo Sisini, tra le voci che riempiono il centro storico e i tavolini dei locali vicini, la cagnolina accompagna paziente le ore trascorse dalla coppia a immaginare il futuro.
Per adesso ci sono soprattutto sogni, conti da fare, idee appuntate su fogli stropicciati e progetti che provano lentamente a prendere forma. Alessio osserva lo spazio e ragiona su dove sistemare i tavolini all’aperto. Irina pensa alle luci, ai colori, all’atmosfera che vorrebbe dare al nuovo locale. Bonnie, un anno e mezzo appena, mascotte inseparabile della loro avventura, continua a muovere la coda accanto a loro, inconsapevole di essere diventata il simbolo più dolce di una rinascita che qualche mese fa sembrava impossibile.

Tra poche settimane, se tutto andrà come previsto, quel locale aprirà le porte con un nuovo nome: “Outlaw Bites”, bocconi fuorilegge. E per Alessio Usai, originario di Ploaghe, e Irina Nichitovici, romena, entrambi 35enni, sarà molto più di un ristorante. Sarà il modo per riprendersi il futuro che il fuoco aveva provato a cancellare.

La loro storia ad Alghero aveva commosso tutti. Si erano incontrati lavorando al campeggio Laguna Blu. Da lì era nato l’amore, poi la decisione di costruire qualcosa insieme. Un sogno semplice ma enorme, avere un’attività tutta loro.
Così, il 15 maggio del 2025, era partito “Bonnie & Clyde”, il food truck che nel giro di pochi mesi aveva conquistato Porto Ferro con il suo street food internazionale, ingredienti selezionati e piatti preparati «come a casa, ma con qualcosa in più».

Avevano speso 25mila euro per comprare il furgone e adattarlo alle loro esigenze. Per tutta l’estate scorsa lavorano senza sosta. Giorni lunghissimi, fatica, entusiasmo, clienti che tornano appositamente per mangiare da loro. Poi, all’improvviso, la notte che ha cambiato tutto. A settembre dello scorso anno qualcuno incendia il food truck parcheggiato a Porto Ferro. Le fiamme divorano il mezzo e cancellano in pochi minuti sacrifici, lavoro e risparmi. «Quando lo abbiamo visto bruciare abbiamo pensato che fosse finita – raccontano davanti al futuro locale – ci siamo ritrovati senza niente da un giorno all’altro».

Per settimane la coppia resta sospesa tra amarezza e paura. Ma proprio mentre tutto sembra perduto, accade qualcosa che oggi raccontano ancora con emozione. «Abbiamo scoperto quante persone ci volevano bene». Parte una raccolta fondi, arrivano messaggi, telefonate, aiuti concreti. E soprattutto arrivano persone disposte a credere nel loro progetto, quando loro stessi faticavano a farlo. Tra queste c’è Sergio Osu, dell’Aspal, che poco dopo l’incendio li invita a partecipare a un incontro ad Alghero, dedicato ai giovani imprenditori. «Ci ha dato una direzione quando eravamo completamente persi», spiegano.

A quell’incontro Alessio e Irina conoscono Giuseppe Pirisi, responsabile Microcredito del Banco di Sardegna. È l’inizio della svolta. «Ci ha ascoltati davvero. Non ha visto soltanto due ragazzi che avevano perso un food truck, ma due persone che volevano ricostruire la propria vita». Comincia così un percorso lungo e complicato. Viene assegnata loro una tutor - la commercialisra Giampaola Scanu - che li aiuta a preparare il business plan e a trasformare l’idea in un progetto concreto. Documenti, pratiche, attese. Ma anche una speranza che lentamente torna a crescere. Qualche giorno fa la notizia che quel progetto è stato approvato.

I fondi serviranno per sistemare il locale di Largo Sisini, acquistare tavolini e permettere a “Outlaw Bites” (by Bonnie & Clyde) di nascere davvero. «L’obiettivo è aprire entro luglio» dicono Alessio e Irina, mentre la loro cagnolina cerca qualche carezza. Lo spirito sarà lo stesso del food truck, street food internazionale, contaminazioni, ingredienti scelti con cura e cuore sardo. Ma il resto, promettono, sarà una sorpresa. «Vogliamo creare un posto vivo, accogliente, diverso. Un posto che parli di noi». E mentre raccontano il futuro, Bonnie continua a scodinzolare davanti al locale ancora chiuso. Come se avesse già capito che, dopo il fuoco e la paura, la loro vita sta finalmente per prendere la direzione giusta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Previdenza

Pensioni di giugno, gli assegni saranno diversi: ecco cosa cambia nei cedolini e cosa sapere

di Redazione Web
Le nostre iniziative