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Sassari

L’inchiesta

Gli incontri e le conversazioni su Whatsapp: ecco come è stato pianificato l’agguato a Regaglia – Le intercettazioni

di Luca Fiori
Gli incontri e le conversazioni su Whatsapp: ecco come è stato pianificato l’agguato a Regaglia – Le intercettazioni

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Sassari Prima gli incontri nell’abitazione di Salvatore Becciu. Poi le conversazioni su Whatsapp per definire gli ultimi dettagli prima dell’agguato. Infine la scelta dell’orario e del luogo in cui colpire, evitando il più possibile la presenza di testimoni. Sono questi alcuni degli elementi che hanno convinto il gip Gian Paolo Piana a contestare la premeditazione nel tentato omicidio di Antonello Regaglia. Secondo gli inquirenti all’origine del tentato omicidio ci sarebbero tensioni legate a ragioni sentimentali, gelosie che avrebbero generato una sere di ritorsioni, sino all’agguato preparato con freddezza.

L’ordinanza

Nell’ordinanza si legge che nei giorni precedenti al 21 dicembre del 2025 Salvatore Becciu, Michele Cuguttu e Francesco Abrioni si sarebbero riuniti più volte per mettere a punto il piano. Attraverso i messaggi scambiati su Whatsapp avrebbero concordato il recupero del fucile, l’orario dell’agguato e perfino il modo con cui convincere Regaglia a seguirli fino al luogo scelto per l’esecuzione.

Il progetto

 Per gli investigatori dell’Arma non si trattò quindi di una decisione improvvisa, ma di un progetto costruito passo dopo passo. Ogni fase sarebbe stata condivisa, dalla disponibilità dell’arma fino alle modalità operative. L’obiettivo, secondo la Procura della Repubblica di Sassari, era quello di attirare la vittima in una zona isolata e sorprenderla senza lasciare possibilità di difesa.

Versioni concordate

L’attività investigativa ha poi ricostruito anche quello che sarebbe accaduto subito dopo gli spari. Gli indagati avrebbero mantenuto contatti continui per conoscere le dichiarazioni rese ai carabinieri dai testimoni, così da concordare versioni compatibili tra loro.

L’agguato

Lo scorso 21 dicembre Regaglia, dopo aver incrociato Becciu in paese, lo avrebbe inseguito in auto, lungo la strada di campagna che conduce all’invaso del Monte Lerno. Ad un tratto, in località Su Ponte ’e sa Rughe, il fuoristrada di Salvatore Becciu si sarebbe fermato, il 26enne avrebbe imbracciato il fucile, un calibro 12 semiautomatico con matricola abrasa, e avrebbe esploso tre scariche di pallettoni, sfondando prima il lunotto posteriore del proprio fuoristrada, poi il parabrezza dell’utilitaria di Regaglia.

L’auto ripulita

Contestualmente sarebbe stata ripulita l’auto utilizzata per raggiungere il luogo dell’agguato, eliminando bossoli e altri possibili elementi di prova, mentre il fucile sarebbe stato nascosto e successivamente recuperato da una terza persona.

Pericolo di fuga

È proprio questa capacità organizzativa, unita alla pianificazione dell’agguato e ai tentativi di ostacolare le indagini, che secondo il gip dimostra la particolare pericolosità degli indagati e giustifica le misure cautelari eseguite all’alba di ieri.

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