Sassari, terremoto nel gremio dei Muratori: si dimettono obriere e vice presidente – Che cosa è successo
A un mese dalla discesa dei Candelieri scoppia la polemica
Sassari A un mese esatto dalla Faradda, esplode la polemica nel gremio dei Muratori, con il vice presidente Marco Ciarula e l’obriere di Candeliere designato per la Faradda 2026 Antonio Sechi che hanno annunciato le loro dimissioni dal consiglio direttivo in segno di disaccordo con la gestione del presidente Antonio Andrea Pistidda.
Una protesta che rischia di avere conseguenze clamorose, perché i tre consiglieri superstiti del direttivo hanno deciso “l’esclusione come socio del vice presidente Marco Ciarula e la sospensione per un anno dell’obriere di Candeliere, impedendogli di portare a termine questo importante compito rappresentativo del gremio durante la Faradda” si legge in una nota rilasciata dai dissidenti. I quali annunciano l’intenzione di impugnare in tribunale il provvedimento del consiglio direttivo, che ritengono sproporzionato e assunto senza un adeguato confronto.
I dissidenti lasciano comunque una porta aperta alla mediazione, ma non rinunciano alla richiesta di un passo indietro da parte del presidente: «Noi non vogliamo che sia il tribunale a decidere sulla sorte del gremio ma vorremmo che chi ha la competenza ed il potere possa o commissariare il gremio o intercedere affinché il presidente lasci il passo a chi vorrebbe gestirlo in modo più inclusivo e trasparente tra i soci anche nell’interesse delle tradizioni sassaresi».
Dal canto suo, Pistidda, contattato dalla Nuova, ha scelto di non replicare alle contestazioni di Ciarula e Sechi, spiegando che saranno i legali del gremio a valutare i prossimi passi. L’impressione, però, è che il muro contro muro non sia destinato a risolversi con una tregua. Anche perché, nelle ultime settimane, sarebbero già state esplorate le strade di una mediazione ecclesiastica (i gremi sono associazioni composte da laici, ma di natura fondamentalmente religiosa) e istituzionale, senza però alcun esito positivo. A determinare lo scontro, stando alla versione di Ciarula e Sechi, sarebbero state le mancate risposte alle richieste, inviate anche via Pec, di chiarimenti sulla gestione amministrativa e contabile dell’associazione. Ma nel mirino dei dissidenti ci sono anche gli aspetti umani e del rapporto fra i soci. Insieme a Ciarula e Sechi, anche i soci Fabio Deriu e Francesco Pettenadu che, si legge nella nota, “stanno valutando attentamente la loro posizione all’interno dell’associazione, in totale disaccordo con il provvedimento di cui sono stati destinatari Ciarula e Sechi”. Naturalmente, lo scontro non ha una valenza solo interna. E in tanti, nel mondo dei Candelieri, si interrogano sulle possibili ripercussioni sulla festa del 14 agosto. Ciarula e Sechi, intanto, annunciano che continueranno a partecipare a tutte le manifestazioni religiose: «Siamo credenti e gremianti nella fede e nel cuore».
Il primo appuntamento è per il 26 luglio, con la festa piccola in onore di Sant’Anna. A inizio agosto, invece, la festa grande con il rito dell’intregu e l’entrata in carica dei nuovi obrieri. Il direttivo dell’associazione, invece, scadrà nel 2028. «Le nostre richieste sono chiare: verbali, bilanci, valorizzazione delle risorse umane presenti e di quelle che hanno manifestato il desiderio di rientrare, e il pieno reintegro dei soci Ciarula e Sechi oggetto di provvedimento disciplinare» concludono i dissidenti.
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