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Sassari

Il dibattito

Università di Sassari, primo confronto tra i candidati rettore: sul tavolo il futuro dell’ateneo – Ecco chi sono

di Davide Pinna

	<em>foto Ivan Nuvoli</em>
foto Ivan Nuvoli

Tempo fino al 21 agosto per presentare le candidature alla poltrona occupata oggi da Gavino Mariotti

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Sassari La competizione per diventare il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Sassari è ufficialmente cominciata. La campagna elettorale, in realtà, è in corso già da tempo, nelle aule e negli uffici dei diversi dipartimenti. E ci sarà tempo sino alle 13 del 21 agosto per presentare le candidature alla poltrona oggi occupata da Gavino Mariotti. Ma la corsa è già lanciata e ieri alle 15 i quattro candidati attualmente in campo hanno sfidato la canicola e affrontato il primo dibattito pubblico, ospitato nell’aula Pissarello di Scienze umanistiche e coordinato dalla docente Simonetta Falchi. Al centro del dibattito, c’era soprattutto un tema: il futuro dell’Università che, proprio ieri, celebrava il riconoscimento Censis come primo ateneo medio d’Italia, ma dovrà affrontare sfide sempre più difficili legate alla diminuzione del numero di iscritti, al quale è legata proporzionalmente la quota di finanziamenti ministeriali.

I candidati

Gli aspiranti rettori, per il momento, sono quattro. Si tratta di Omar Chessa, Francesco Morandi, Giorgio Pintore e Sergio Uzzau. Omar Chessa, 56 anni, è docente di Diritto costituzionale nel dipartimento di Giurisprudenza. Francesco Morandi, 62 anni, insegna Diritto della navigazione, dei trasporti e del turismo nel dipartimento di Scienze economiche. Giorgio Pintore, 61 anni, insegna Biologia farmaceutica nel dipartimento di Medicina, chirurgia e farmacia. Sergio Uzzau, 59 anni, docente di Microbiologia nel dipartimento di Scienze biomediche.

Il futuro dell’ateneo

È questo il tema che ha attraversato tutto il dibattito. Soprattutto nella declinazione legata alle risorse finanziarie di cui l’ateneo potrà disporre in futuro. Anche perché la gran parte del fondo ministeriale per gli atenei (il Fondo per il funzionamento ordinario) è assegnata in base al numero di studenti iscritti e regolarmente in corso. E a partire dal 2030 il crollo demografico registrato negli ultimi 15 anni nell’isola potrebbe avere degli effetti devastanti su questo indicatore. Dai quattro candidati sono arrivate ricette diverse. Radicale quella di Omar Chessa che, guardando al modello Trentino, ha proposto una graduale uscita dell’Università di Sassari dal meccanismo dell’Ffo, sostituendo le risorse statali con quelle della Regione.

«Il modello attuale è dannoso per le università meridionali e insulari e questo è confermato dal fatto che, nell’ateneo di Sassari, il rapporto fra docenti e studenti e di 1 a 22, di fronte a una media dei paesi Ocse che è di 1 a 15». Francesco Morandi ha smorzato le preoccupazioni: «Il 29 giugno è stato approvato un bilancio di ateneo solido e sano e sostenibile. Ma è chiaro che prima o poi anche i fondi per l’Università subiranno gli effetti dei tagli alla spesa pubblica. Bisogna lavorare per attrarre investimenti privati e pubblici, ma non ha senso rinunciare all’Ffo e abdicare alla libertà di ricerca consegnandola alla Regione».

Giorgio Pintore ha manifestato perplessità sull’ipotesi di una cesura netta con il Fondo ministeriale: «Se la Regione aumenta le risorse non può che far bene, ma questo è un risultato che possiamo ottenere presentando progetti ben fatti e sostenibili: quando lo abbiamo fatto, la Ras non ci ha mai detto di no. Fra Ateneo e Regione ci deve essere un rapporto chiaro, di rispetto e non di sudditanza. E serve il dialogo costante con l’Università di Cagliari».

Sergio Uzzau ha puntato lo sguardo sulle dimensioni: «Non dobbiamo diventare un piccolo ateneo sostenibile, dobbiamo restare un medio ateneo che continua a crescere. Più iscritti vuol dire che il tetto di spesa imposto dall’Ffo non scende. Bisogna però spendere meglio le tante risorse che ci arrivano dalla Regione, finora usate in maniera episodica e costruire un fondo per la ricerca strategica dove ragionare sui finanziamenti insieme alla Regione a all’Università di Cagliari». Nel corso del dibattito spazio anche alle posizioni degli aspiranti rettori in materia di ricerca, didattica e pari opportunità. Intanto, proseguono gli incontri nei dipartimenti e con il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e gli studenti. Dal 21 agosto, la volata finale.

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