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Sassari, la Faradda è una grande vetrina per il turismo: l’effetto Unesco fa da traino

di Luca Fiori
Sassari, la Faradda è una grande vetrina per il turismo: l’effetto Unesco fa da traino

Negli ultimi sette anni quasi raddoppiato il numero delle presenze in città

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Sassari La Discesa dei Candelieri può essere molto più di una grande festa. Può diventare una delle chiavi attraverso cui Sassari costruisce il proprio futuro turistico, economico e culturale. È questa la prospettiva che emerge dal Report sul livello di sostenibilità turistica delle destinazioni che ospitano un sito Unesco, realizzato da Isnart nell’ambito del Progetto Speciale Mirabilia e promosso dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna.

Numeri in crescita Un’analisi che assegna a Sassari un livello complessivo di sviluppo turistico del 61% e che individua nella cultura, e in particolare nella Discesa dei Candelieri, uno dei principali motori della crescita. I numeri confermano che la città ha già imboccato questa strada. Nel 2024 le presenze turistiche hanno superato quota 216 mila, contro le 149 mila del 2019. Il comparto conta 1.280 imprese e 6.198 occupati, il 17,6% dell’occupazione cittadina. Ma il report indica anche dove intervenire. Il punto più debole sono le infrastrutture, con un indice del 35%, mentre tra le priorità ci sono l’ampliamento dell’offerta culturale, la destagionalizzazione, il rafforzamento della governance e una gestione sempre più sostenibile dei grandi flussi.

La sfida La sfida, dunque, è fare in modo che i Candelieri non portino visitatori soltanto il 14 agosto. La tradizione Unesco può diventare una narrazione da vivere tutto l’anno, attraverso percorsi, iniziative culturali e attività capaci di aumentare la permanenza dei turisti e distribuire gli arrivi anche nei mesi meno affollati. Il report cita tra gli esempi il Percorso dei Candelieri, “Aumenta i Candelieri” e le iniziative rivolte alle nuove generazioni. I Candelieri Medi, la tradizione che passa di mano.

I Medi È in questo quadro che si inserisce la sfilata dei sedici Candelieri Medi, in programma questo pomeriggio. Le colonne di legno, ispirate ai grandi Ceri della Faradda, saranno portate dai giovani partecipanti da largo Cavallotti fino alla chiesa di Santa Maria. Alle 17 partirà la sfilata, lungo il corso fino a Porta Sant’Antonio e poi in corso Vico, con arrivo a Santa Maria.

La sostenibilità La sostenibilità, in questo caso, non è soltanto ambientale. È anche culturale: una tradizione è davvero patrimonio quando continua a essere conosciuta, praticata e tramandata. Il quadro ambientale della città è nel complesso positivo. Il consumo di suolo è al 7,79% e la pressione turistica è di 1,7 presenze per residente, un livello che lascia ancora spazio alla crescita senza compromettere la vivibilità. Restano margini di miglioramento nella raccolta differenziata e nella gestione dei grandi eventi. Anche il clima impone nuove attenzioni, soprattutto per una manifestazione che si svolge nel cuore di agosto. Il Comune sta lavorando sul tema della resilienza urbana attraverso il progetto Adaptwise – Comunità per l’adattamento. Per Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna, la strada è quella giusta i dati confermano. «La Discesa dei Candelieri non è soltanto l'anima identitaria della nostra comunità, ma un vero e proprio volano capace di guidare una crescita turistica diffusa, sostenibile e di qualità. Come Ente camerale siamo fortemente impegnati a fianco delle imprese per colmare i divari infrastrutturali, incentivare la digitalizzazione della filiera e promuovere una reale destagionalizzazione che valorizzi le eccellenze del Nord Sardegna tutto l'anno. L'obiettivo comune è trasformare questi indicatori in azioni concrete, capaci di creare occupazione qualificata, rafforzare il tessuto imprenditoriale e tutelare l'autenticità del nostro territorio».

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