Aou Sassari, la protesta esplode: «Pronti alle dimissioni di massa e a portare la vertenza a Roma»
Secondo giorno di sciopero davanti alla direzione generale. Il sindaco Mascia: «Scriverò al ministro Giorgetti, situazione inaccettabile»
Sassari Fischietti, megafoni e bandiere al grido di «Fuori, fuori». Continua questa mattina davanti alla Direzione generale dell’Aou, in viale San Pietro, la protesta dei lavoratori, nella seconda giornata di sciopero dopo la manifestazione di ieri a Cagliari e gli incontri con la commissione Sanità regionale e la presidenza della Giunta.
«Non siamo soddisfatti e siamo pronti a portare la protesta a Roma, davanti al Mef. E a consegnare le dimissioni di massa della dirigenza medica e del comparto», tuonano i sindacati. Al presidio anche il sindaco Giuseppe Mascia, che annuncia un intervento diretto presso il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
«Siamo preoccupati e indignati per quello che sta succedendo. I problemi della sanità sono importanti e lavoriamo col massimo impegno per risolverli. Ma che a questi si aggiunga un bilancio bloccato da anni, che impedisce che i lavoratori siano giustamente remunerati, è assolutamente inaccettabile – sottolinea Mascia –. E pesa in maniera ormai insostenibile sulla possibilità di garantire un servizio adeguato ai cittadini. Oggi stesso scriverò al ministro Giorgetti per ribadire che la questione va affrontata e risolta una volta per tutte».
Il sindaco richiama anche il ruolo dell’ateneo: «Dispiace che oggi in piazza insieme a me non ci sia l’Università, che dovrebbe schierarsi con decisione per proteggere la “sua” azienda».
Nell’assemblea, organizzazioni sindacali e Rsu hanno fatto il punto sugli impegni raccolti ieri. «Ci sono volute due giornate di sciopero solo per ottenere la convocazione della direzione, mercoledì prossimo, perché spieghi i motivi per cui gli accordi contrattuali non vengono certificati dal collegio sindacale», denunciano i rappresentanti dei lavoratori.
L’altro impegno, riferiscono i sindacati, è arrivato durante l’incontro con il capo di gabinetto della presidenza della Giunta: un nuovo sollecito al ministero dell’Economia, che nomina la presidente del collegio sindacale, per sbloccare la situazione. «Sono impegni già presi in passato. Da tre anni non riusciamo a fare contrattazione e a mettere in tasca ai lavoratori un euro».
Alla base della vertenza ci sono anche la carenza strutturale di personale, il sovraffollamento dei reparti, il ricorso a letti aggiuntivi e barelle, l’uscita di professionisti dall’azienda e i ritardi nel reclutamento. Condizioni che, denunciano organizzazioni sindacali e Rsu, pesano sulla qualità delle cure e aumentano i rischi per pazienti e operatori.
Sul fronte economico restano aperte le progressioni economiche del 2024 e del 2025, la produttività, il salario accessorio e il riconoscimento delle ore aggiuntive. Rivendicazioni sulle quali i lavoratori attendono risposte da anni e per le quali, dopo le due giornate di sciopero, i sindacati annunciano nuove iniziative di mobilitazione.
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