La Nuova Sardegna

Sassari

La visita

Sassari, il sindaco Mascia a casa del 19enne aggredito: «Luca non sarà lasciato solo»

di Luca Fiori
Sassari, il sindaco Mascia a casa del 19enne aggredito: «Luca non sarà lasciato solo»

Il primo cittadino e il giovane vittima del pestaggio hanno parlato a lungo anche della passione comune per la chitarra

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Una visita di vicinanza e solidarietà, ma anche un incontro tra due persone unite dalla stessa passione, quella per la la chitarra. Nel pomeriggio di oggi, 8 novembre, il 19enne aggredito venerdì a Sassari tra tre sconosciuti – rientrato in famiglia in attesa dell’intervento per la ricostruzione della mandibola – ha ricevuto a casa la visita inaspettata del sindaco di Sassari Giuseppe Mascia. Tra il primo cittadino e il 19enne è stato facile rompere il ghiaccio. Entrambi chitarristi, hanno subito trovato un argomento comune. Il primo cittadino si è trattenuto per un paio d’ore con lui e i suoi familiari, volendo conoscere da vicino Luca, ascoltare il suo racconto e soprattutto sapere come fosse nata la sua passione per la musica e per la chitarra.

«Luca è un ragazzo straordinario, ama la musica e ha tanti sogni e tanto talento – ha detto il sindaco dopo la visita – quello che è accaduto è molto grave, soprattutto perché si tratta di una violenza gratuita e senza senso. Preoccupa che altri ragazzi possano anche solo pensare di fare del male a un altro giovane».

Da qui l’appello a non lasciare sola la famiglia e la necessità di rafforzare le occasioni di aggregazione e crescita per i ragazzi: «Tantissimi giovani vivono in città con speranza e fiducia. Non lasciamo Luca e la sua famiglia da soli. È quello che stiamo provando a fare in città, riattivando il centro giovani, con il progetto del Centro Poliss – ha spiegato il primo cittadino – insieme a tutto il terzo settore e alla Diocesi, che anche in quel quartiere ha presidi importanti e svolge un lavoro prezioso per la nostra comunità».

Mascia ha ricordato anche l’importanza di restituire al quartiere spazi dedicati allo sport e alla socialità: «Termineremo i lavori della palestra di via Bottego e la riconsegneremo al quartiere. Lo sport è uno dei veicoli più importanti per diffondere la cultura delle regole e del rispetto. Un impegno nel quale si inserisce anche il lavoro quotidiano di persone come Tore Erittu – ha concluso il primo cittadino – che proprio in quel territorio opera da sempre per educare i giovani alla salute, allo sport e al rispetto degli altri».

La famiglia del 19enne ha apprezzato particolarmente il gesto del primo cittadino. «Il sindaco ci ha detto che si impegnerà a fare ciò che gli compete, attivandosi attraverso la Prefettura e tutte le altre forze dell’ordine», ha raccontato il padre di Luca. Ma al di là degli aspetti istituzionali, il genitore ha voluto sottolineare soprattutto il lato umano dell’incontro: «È stato molto umano con tutti noi. Ha parlato tanto con mio figlio, siamo stati molto felici della sua disponibilità». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il quadro

Nuvole, temporali e temperature in aumento: le previsioni per la settimana – Il bollettino dell’Arpas

Le nostre iniziative