Zoe, la luce che Nizza non dimentica
La 17enne è stata uccisa da un ventenne che lei aveva respinto
A Nizza Monferrato, ogni angolo sembra ancora custodire Zoe. La sua stanza, i quaderni sul comodino, la penna che amava usare per scarabocchiare pensieri e disegni: piccoli frammenti di una vita appena sbocciata, ora congelata nel silenzio. Zoe Trinchero è stata uccisa da un ventenne che lei aveva respinto. Un ragazzo incapace di accettare un rifiuto, come troppo spesso succede. Zoe aveva 17 anni, ma il suo mondo era già pieno di sogni: le giornate trascorse con gli amici, le risate condivise, le piccole scoperte che rendevano tutto speciale. Chi la conosceva la ricorda per la leggerezza dei gesti e per un sorriso capace di illuminare la stanza, come se volesse trattenere ogni attimo di felicità. Per la sua famiglia, ogni gesto quotidiano è diventato un richiamo struggente alla sua assenza: la colazione preparata per chi non arriverà, le scarpe all’ingresso che non saranno più indossate. In questi dettagli si misura il dolore, e in essi si annida il ricordo di Zoe, così viva nella memoria di chi l’ha amata. La comunità si stringe attorno a questa perdita: messaggi, fiori, piccoli gesti spontanei che raccontano quanto Zoe abbia lasciato un’impronta profonda. Non c’è nulla che possa restituire alla famiglia, alla mamma di Zoe, ciò che è stato tolto, ma ci sono ricordi e parole che continuano a raccontare chi era davvero: una ragazza con sogni, affetti e una vita ancora tutta da vivere ricca di progetti. Ogni giorno a Nizza Monferrato, in ogni angolo della città, Zoe vive nei ricordi di chi l’ha conosciuta: non più solo una tragedia da scrivere nelle pagine di cronaca, ma una storia di luce, di sorriso e di vita interrotta troppo presto.
*Martina e Aurora frequentano l’Ipia Moda a Sassari
