Olbia, città che cresce e si scopre poco sicura
I recenti fatti di cronaca alimentano la preoccupazione tra i residenti
Manifestazioni culturali, spettacoli, eventi, nuove opportunità di investimento, crescita economica. Ma a Olbia, la città felice (come suggerisce il suo nome) ultimamente non c’è solo questo al centro del dibattito. I cittadini da un po' di tempo riflettono sul tema dell’insicurezza. Definire una città pericolosa non ci restituisce una visione effettivamente completa, un quadro analitico sulla base del quale lavorare.
Sotto quale aspetto, poi, andrebbe definita, o si definisce Olbia “pericolosa”? Della criminalità predatoria? Del traffico illecito di sostanze stupefacenti? Oppure della microcriminalità? Oltre a quelli episodi slegati tra loro che effettivamente non ci permettono di identificare una violenza organizzata, non emergono necessariamente elementi riconducibili a una rete strutturata.
Ad oggi Olbia è una delle città con il più rapido processo di trasformazione, in questo senso noi non viviamo una città “grande” nel senso di pienamente realizzata ed effettivamente stabile, non viviamo le esperienze dei cittadini di Roma o Milano: iniziamo ora, in questi anni, a scontrarci con le dinamiche, ma anche le contraddizioni, che caratterizzano le grandi città. Proprio per questo, quando un uomo perde la vita alle 17 in una delle vie più trafficate della nostra città o quando un ragazzo viene accoltellato davanti a un locale siamo tutti chiamati a confrontarci, anche involontariamente, con la percezione di sicurezza che abbiamo nei luoghi pubblici. Questo cambiamento ci porta anche a cambiare le nostre abitudini: a essere più attenti quando giriamo o, specialmente per le donne, ad “armarsi” di spray al peperoncino, presenza costante nelle borsette. Tutto questo dovrebbe portarci, oltre che a condannare gli episodi di violenza, anche a interrogarci sulle cause dietro questi atteggiamenti, sulle responsabilità educative e sociali e, soprattutto, sulla prevenzione di questi fenomeni.
*Salvatore Paolo frequenta il Liceo Gramsci a Olbia
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