Dinamo Women choc, dopo la salvezza la squadra non si iscriverà al campionato
Il presidente Stefano Sardara: «Dispiace da morire, ma la A1 femminile per noi non è più sostenibile»
Sassari Dalla festa salvezza all’addio. Tutto nello spazio di poche ore, ma la decisione arriva da lontano. Le Women si sono salvate sul campo, battendo il Brixia in gara3 dei playout, ma la Dinamo Sassari non giocherà più nel campionato di serie A1 femminile.
«Il progetto chiude i battenti perché non è più sostenibile – spiega il presidente Stefano Sardara – e lo dico con grande amarezza, perché quando siamo sbarcati nell’universo femminile, ormai 6 anni fa, avevamo ben altre aspettative. Ci sono costi troppo alti, norme fiscali da professionismo per un campionato che non ha né l’indotto né la struttura di una lega professionistica. Il primo che ho avvisato è stato il presidente della Fip Gianni Petrucci. Ci aspettavamo qualcosa di nuovo a livello normativo, anche perché questo è un progetto sociale a tutti gli effetti. Allo stato attuale non siamo nelle condizioni di continuare».
Un vero peccato, per una realtà che nell’arco di queste sei stagioni è cresciuta costantemente, ha visto giocatrici di ottimo livello indossare la maglia biancoblù e si è costruita uno zoccolo duro di appassionati. Giovedì sera contro Brescia diverse centinaia di appassionati hanno sostenuto a gran voce le biancoblù. «Abbiamo fatto grandi passi a livello di comunicazione e brand recognition con i progetti portati avanti insieme alla Regione, lo scorso anno abbiamo registrato picchi importanti sui social. È evidente però che non possiamo permettercelo. Mi dispiace tantissimo per le ragazze e per coach Paolo Citrini, che hanno fatto un ottimo lavoro e si sono salvati meritatamente sul campo».
La Dinamo, unica squadra in Italia a schierare contemporaneamente una squadra nella massima serie maschile, femminile e in carrozzina, perde dunque uno dei suoi gioielli. Gli altri due hanno qualcosa da temere dopo questo disimpegno? «Esattamente l’opposto – spiega ancora il presidente biancoblù –. La Dinamo deve essere sostenibile sempre, ed è anche per metterla al sicuro che siamo costretti a malincuore a rinunciare alla squadra femminile. Coltivare un vivaio femminile? Ci sono ragionamenti che dobbiamo ancora fare, una delle opzioni è puntare su una squadra a livello regionale per dare uno sbocco proprio al settore giovanile. Di certo però non saremo al via del prossimo campionato di A1 femminile». (a.si.)
