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Dinamo, tutto gira contro ma i Giganti devono crederci

di Antonello Palmas
Dinamo, tutto gira contro ma i Giganti devono crederci

A Varese palle perse, liberi e arbitri decisivi. Ma i giochi per la salvezza sono ancora aperti

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Sassari Il finale di Masnago ha certificato la criticità del momento della Dinamo: quando non gira davvero nulla per il verso giusto (come accaduto contro Varese) è davvero difficile essere ottimisti. Il Banco di Sardegna e i suoi tifosi però hanno assolutamente il dovere di esserlo, perché i giochi non sono ancora fatti per la retrocessione e i sassaresi hanno ancora un +2 su Treviso, che ha perso in casa di Napoli (alla prima della gestione Repesa, bel regalo al connazionale e amico Mrsic per compensare la vigilia di un compleanno amarissimo) e ha dimostrato di avere dei limiti dopo una striscia fatta di carattere e disperazione. E nella serata di lunedì 13 aprile c’è stata la sconfitta di Cantù a Bologna nel posticipo che mantiene i brianzoli a contatto con l’inferno e fa molto comodo al Banco anche nella prospettiva di un possibile arrivo a tre. Tutto ancora aperto.

Con i varesini Sassari ha fatto vedere i suoi due volti: nel primo tempo quello di una squadra senza leadership e con una capacità difensiva individuale deficitaria, decisivi al netto dei tanti infortuni. Nella ripresa è emersi qualità e orgoglio di un gruppo che comunque ha una sua consistenza grazie anche al talento offensivo e il dominio ai rimbalzi, ciò che gli hanno consentito di sorpassare e giocarsi il finale su un campo molto difficile. Chiaro che nella pausa Mrsic è riuscito a ridare consapevolezza ai Giganti, bravi a mandare in tilt una macchina sino a quel momento perfetta come quella guidata da Kastridis e questo è il dato che fa sperare in una Sassari non rassegnata.

A frenarla ancora le tante palle perse, insieme alla pessima percentuale sui liberi: solo 21 su 31 quelli messi a segno, un sintomo di poca fiducia. Così, nonostante gli errori, questa volta la Dinamo stava facendo sostanzialmente la cosa giusta dopo i finali di gara letteralmente regalati in tre delle quattro uscite precedenti (Reggio Emilia, Treviso e Cantù ancora ringraziano).

La svolta dal forte impatto psicologico e di classifica era a un passo, ma ecco che la sorte aveva in serbo un altro scherzo malvagio: sull’ultima penetrazione di uno scatenato Iroegbu, McGlynn ha detto no con una stoppata di rara efficacia, che come minimo valeva l’overtime, ma anche la possibilità di un’ultima azione per la vittoria. Invece gli arbitri hanno visto un fallo (ritenuto dai più inesistente) di Ceron commesso poco prima del tiro e che ha regalato i liberi del successoa Varese. Il secondo è stato sbagliato apposta dal play nigeriano (che a sensazione dovrebbe aver toccato il ferro), Thomas ha preso il rimbalzo e tentato il tiro dalla propria metacampo subendo un fallo che i direttori di gara non hanno invece rilevato. Decisione non facile da prendere quella di dare tre liberi a meno di 1 secondo dalla fine su un campo caldo come Masnago. La Dinamo si è lamentata solo con le parole di Mrsic, dirette ma non offensive, che parlano di «fallo inventato su Iroegbu», per il resto silenzio almeno sui canali ufficiali. Ieri con un post sui social l’appello a sostenere la squadra domenica nella gara fondamentale contro Venezia con lo slogan “Tutto il palazzetto” preso in prestito dal tifo organizzato, oggi l’apertura della prevendita. Sassari dimostri che questa A va salvata.

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