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Iran verso i Mondiali tra guerra, polemiche e richieste alla Fifa: l’Italia spera ancora nel ripescaggio

Iran verso i Mondiali tra guerra, polemiche e richieste alla Fifa: l’Italia spera ancora nel ripescaggio

Teheran ha salutato la Nazionale diretta negli Stati Uniti con una cerimonia dal forte valore politico. Restano aperte le questioni legate ai visti e alla sicurezza

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Roma A meno di un mese dall’inizio dei Mondiali 2026, previsto il 15 giugno, la partecipazione dell’Iran continua a essere accompagnata da tensioni politiche e interrogativi diplomatici. Nonostante le indiscrezioni e le ipotesi di possibili esclusioni o ripescaggi, Teheran ha confermato la presenza della propria Nazionale al torneo organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico.

Ieri, mercoledì 13, nella centrale piazza Enghelab di Teheran, si è svolta la cerimonia ufficiale di saluto alla squadra. Sul palco sono saliti i giocatori, il commissario tecnico Amir Ghalenoei e il presidente della federazione Mehdi Taj. L’evento, trasmesso dalla televisione di Stato, ha assunto toni fortemente politici. Taj ha definito la selezione iraniana «una Nazionale in tempo di guerra», sostenendo che la squadra rappresenterà «il popolo, i combattenti del Paese, la Guida Suprema e la nazione». Durante la manifestazione sono comparsi anche cartelli e slogan contro gli Stati Uniti, mentre numerose immagini ritraevano Ali Khamenei, indicato come ucciso negli attacchi israelo-americani che hanno aggravato la crisi in Medio Oriente.

Il ritiro negli Stati Uniti e il nodo sicurezza

L’Iran svolgerà un ritiro in Turchia prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove si allenerà a Tucson, in Arizona. Proprio il tema della sicurezza resta uno dei più delicati. Le autorità locali e federali stanno preparando un piano specifico per gestire la permanenza della squadra, mentre gran parte degli allenamenti dovrebbe svolgersi a porte chiuse. Nella comunità iraniana residente negli Usa restano forti tensioni legate alla repressione delle proteste interne avvenute negli ultimi anni. Sul piano sportivo, l’Iran è inserito nel gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Le partite del “Team Melli” sono previste tra Los Angeles e Seattle.

Le richieste dell’Iran alla Fifa

Parallelamente continua il confronto diplomatico con la Fifa e con i Paesi organizzatori. La federazione iraniana ha infatti chiesto precise garanzie per poter partecipare al torneo. Tra le condizioni presentate figurano il rilascio dei visti a tutti i componenti della delegazione, comprese persone che hanno svolto servizio nei Pasdaran, il rispetto della bandiera e dell’inno nazionale e misure di sicurezza rafforzate in aeroporti, hotel e stadi. La questione dei visti è particolarmente delicata perché il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche è considerato un’organizzazione terroristica sia negli Stati Uniti sia in Canada. Proprio per questo motivo, secondo diverse ricostruzioni, a Mehdi Taj sarebbe stato negato recentemente l’ingresso in Canada in occasione del Congresso Fifa.

I limiti della Fifa

La stessa Fifa, però, ha margini limitati su alcune richieste. L’organizzazione può intervenire sugli aspetti logistici e sui protocolli ufficiali della competizione, ma non ha il controllo diretto sulle decisioni legate a ingressi, controlli di frontiera e sicurezza nazionale, che restano competenza delle autorità statunitensi. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che i giocatori iraniani saranno accolti regolarmente negli Stati Uniti, precisando tuttavia che eventuali persone legate ai Pasdaran potrebbero essere soggette a restrizioni. Anche il rapporto tra stampa e Nazionale iraniana potrebbe diventare un tema sensibile durante il torneo. Secondo quanto riportato dalla BBC, la federazione avrebbe chiesto ai giornalisti di limitare le domande agli aspetti puramente calcistici.

Lo spiraglio per l’Italia

Nel frattempo resta viva, anche se complicata, l’ipotesi di un possibile ripescaggio dell’Italia. L’unico scenario che potrebbe riaprire concretamente le porte agli Azzurri sarebbe infatti un’eventuale esclusione dell’Iran dal torneo. A rilanciare il tema è stato Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, intervenuto durante la trasmissione “Il Processo al 90°”. «Avere l’Italia ai Mondiali è il mio sogno», ha dichiarato. Alla domanda su un eventuale sostegno di Donald Trump a un ripescaggio dell’Italia, Zampolli ha risposto: «Il presidente adora l’Italia, bisognerebbe chiederlo a lui». 

Al momento, comunque, non esistono indicazioni ufficiali che facciano pensare a una rinuncia o a un’esclusione imminente della Nazionale iraniana. La situazione resta però aperta e strettamente legata agli sviluppi politici e diplomatici delle prossime settimane.

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