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Tennis, il trionfo agli Internazionali d’Italia

Jannik Sinner re di Roma: «È sempre un’emozione quando c’è il signor Mattarella...»

di Vezio Trifoni
Jannik Sinner re di Roma: «È sempre un’emozione quando c’è il signor Mattarella...»

Il numero uno al mondo premiato dal Capo dello Stato dopo la vittoria con Ruud: «Che onore». E poi: «Riesco sempre a mettermi in posizioni non piacevoli...»

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Roma «La finale oggi (ieri domenica 17 maggio ndr) era difficile per l’orario con il sole e l’ombra. C’era anche vento che continuava a cambiare. Era difficile – ha detto Jannik Sinner – sentivo un po’ di tensione prima della partita perché sapevo per cosa stavo giocando. Ho cercato di restare il più calmo possibile. Non sono partito bene, ma dopo mezz’ora mi sono sentito meglio e ho servito meglio. È stata una giornata molto importante per il tennis italiano in generale a partire dal doppio, quindi è stata una bella giornata».  Così in conferenza stampa il numero 1 del ranking mondiale dopo aver vinto il Masters 1000 di Roma al Foro Italico:  Sinner ha avuto la meglio su Casper Ruud in due set con punteggio 6-4 6-4. «Non ho tanto tempo per realizzare quello che stiamo facendo, il mio obiettivo resta Parigi, quanto fatto finora è incredibile, ma mi rendo conto che non sarà così tutto l’anno. Ora devo staccare e riposare un po’ ma anche tenermi in forma, c’è il torneo più importante per me quest’anno. Non voglio mettermi pressione, tanto quella verrò da sola», ha aggiunto. «La cosa più importante è stare bene fisicamente altrimenti non vai da nessuna parte, per questo ringrazio il team per la mia parte fisica. Per me la cosa più importante è il corpo, a tennis giocano bene tutti. Se sono felice? So che posso staccare due giorni ma poi si ricomincia. Perdere il filo è un attimo. Dipende da come vivi tutta la vita, sono equilibrato nei modi di fare fuori dal campo. Mi rendono felice anche mezza giornata giocare a golf o andare sui go kart».

«Signor Mattarella...»

Simpatiche le dichiarazione nell’immediato post premiazione: «È un grandissimo onore essere qui sul palco con il presidente, sono sempre emozionato quando c’è il signor Mattarella, riesco sempre a mettermi in posizioni non piacevoli. È un onore avere qui Adriano Panatta». Da parte sua il Presidente della Repubblica ha commentato: «Complimenti, è stata molto combattuta e per questo proprio bella. Singolo e doppio insieme: un en plein. Tutti incontri impegnativi, complimenti ancora». Così Sergio Mattarella, durante il suo breve incontro con Simone Bolelli e Andrea Vavassori, avvenuto al termine della vittoria di Jannik Sinner su Casper Ruud. E Adriano Panatta? «Vedere Jannik vincere al Centrale del Foro Italico ha qualcosa di speciale. Ci siamo parlati, gli ho detto che lo aspetto al Roland Garros perché voglio premiarlo anche lì», ha raccontato Panatta al termine della finale. Un invito accolto da Sinner con un sorriso e uno “speriamo” che sa di ambizione e continuità. «Meglio di così non poteva andare, ha vinto un numero uno del mondo, un giocatore straordinario e un ragazzo straordinario», ha aggiunto l’ex campione romano. «Volevo veramente consegnargli il testimone perché è il più forte al mondo, per me è motivo di orgoglio». Panatta ha poi ricordato il significato storico della sua vittoria al Foro Italico: «Qui ho vissuto un giorno che mi ha cambiato la vita nel ’76. Con le mie vittorie e quelle della Davis il tennis esplose e diventò popolare, anche chi non se lo poteva permettere iniziò a giocarci: lo sdoganammo per tutti, e questo non ce lo leva nessuno». Infine l’omaggio a Sinner: «Ritrovare oggi un italiano capace di imporsi con questa personalità e questo gioco mi fa davvero piacere. È un esempio per tutti, un ragazzo per bene, molto educato e un campione».

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