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I campioni sardi e il tifo ai Mondiali: «Senza l’Italia non è lo stesso, ma quanto intriga il Brasile»

di Andrea Sini

	Da sinistra in senso orario Marco Spissu, Luig Datome, Filippo Tortu, Manuela Tesse, Lorenzo Patta, Alessandro Deiola
Da sinistra in senso orario Marco Spissu, Luig Datome, Filippo Tortu, Manuela Tesse, Lorenzo Patta, Alessandro Deiola

I big isolani scommettono sulle squadre favorite: Ancelotti il più gettonato, ma occhio all’Argentina di Messi e alla Francia

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Sassari Tutti con Carletto, o quasi. L’assenza dell’Italia, per la terza edizione consecutiva, è abbastanza destabilizzante. Ma il Mondiale è sempre il Mondiale, e non si può far finta di niente. E allora, impossibilitati a fare il tifo per gli azzurri, si può comunque provare a schierarsi, o quanto meno a guardare con curiosità le realtà grandi e piccole che prenderanno parte alla Coppa del Mondo 2026 che parte oggi, 12 giugno. Per provare a ricavare un piccolo spaccato di questi sentimenti contrastanti, abbiamo chiesto ad alcuni esponenti dello sport isolano. Scoprendo che il più gettonato è il Brasile guidato da Carlo Ancelotti.

MARCO SPISSU Il play della nazionale di basket, grande appassionato di calcio, ha le idee chiare: «Faccio il tifo per il Brasile di Ancelotti – dice il giocatore sassarese –. In generale penso che la Francia sia più forte e abbia maggiori chance di vincere il titolo, però spero che Carletto faccia il miracolo».

FABIO PISACANE L’allenatore del Cagliari fa più fatica a schierarsi. «In assenza dell’Italia non farò il tifo per una Nazionale in particolare – dice il tecnico rossoblù –. Seguirò il Mondiale da appassionato e da allenatore, con curiosità e interesse per le diverse interpretazioni del gioco, cercando di apprezzare il calcio di qualità indipendentemente dalla maglia». Chi vincerà alla fine? «Se dovessi indicare una favorita, direi la Spagna – sottolinea il tecnico rossoblù –. Negli ultimi anni ha costruito una squadra ricca di talento e con una chiara identità di gioco. Ha grande qualità tecnica, organizzazione collettiva e una rosa profonda che le permette di mantenere un livello elevato durante tutta la competizione. Sono caratteristiche che, in tornei così brevi, possono fare la differenza».

FILIPPO TORTU «Non mi sono ancora ripreso dalla mancata eliminazione della nostra nazionale – ammette lo sprinter azzurro, oro a Tokyo 2021 –. Seguirò con simpatia le squadre africane, soprattutto il Congo, che ha inserito nella sua delegazione il tifoso-statua. Sarebbe una bella favola se Cr7 vincesse col suo Portogallo, ma credo che alla fine vincerà l’Inghilterra».

MANUELA TESSE «Senza l’Italia non sarà la stessa cosa – dice Manuela Tesse, leggenda del calcio femminile italiano e attuale allenatrice della selezione di Malta –, ma sono davvero emozionata e curiosa dall’idea che un tecnico come Ancelotti sia alla guida del Brasile. Sarà interessante vedere come è riuscito a plasmarlo. E poi seguirò con grande interesse gli Stati Uniti di Pochettino, per vedere se il suo modo di allenare e le sue intuizioni tattiche saranno efficaci anche in questa competizione».

LORENZO PATTA «In realtà non credo che tiferò qualcuno in particolare – dice il velocista oristanese, campione olimpico a Tokyo – però spero lo possa rivincere l’Argentina: mi piace come squadra, ammiro il carattere che hanno i giocatori e quanto ci tengono alla propria nazionale e alla propria terra. Un po’ come noi sardi, d’altronde. E poi perché ci gioca il calciatore più forte della storia del calcio, Messi».

ALESSANDRO DEIOLA «Chi tiferò ai Mondiali? I parenti di mia moglie mi ammazzeranno perché hanno tutti origini francesi – sorride il capitano del Cagliari –. Ma dal momento che non ci sarà l’Italia, io farò il tifo per l’Argentina: penso sia una squadra forte, mi piace il loro modo di vivere il calcio. Per la vittoria finale ci sono diverse favorite. Dico Francia, Argentina, Spagna e Brasile: a livello di organico e di gioco per me sono superiori a tutte le altre».

GIGI DATOME L’ex capitano della nazionale di basket, attuale responsabile delle selezioni giovanili azzurre, fa una scelta legata al suo passato di giocatore. «Ho troppi impegni per seguire da vicino il calcio, a maggior ragione in assenza dell’Italia – dice il dirigente olbiese, ex giocatore di Boston Celtics e Olimpia Milano –. Le mie simpatie vanno nei confronti della Turchia, una nazione nella quale ho vissuto per cinque anni durante la mia militanza al Fenerbahce e alla quale mi sento molto legato».

GIUSEPPE MASTINU Il capitano della Torres, che nella sua carriera ha calcato anche i campi della serie A e B, non è un grande appassionato del calcio in tv. Ma ha le idee abbastanza chiare. «Sono per l’innovazione, mi piacerebbe che vincesse una nazionale piena di giovani, come per esempio il Giappone o la Norvegia, che programma da anni la crescita di tutto il movimento partendo proprio dai giovani . Lo preferirei di gran lunga – dice il fantasista rossoblù – rispetto ai soliti noti, non sono un romanticone che sogna l’ultimo valzer di Neymar o una vittoria di Cristiano Ronaldo. Poi se lo vince di nuovo Messi con l’Argentina va benissimo».

ANDREA AGRUSTI Il marciatore sassarese, atleta olimpico a Tokyo e argento ai recenti Mondiali a squadre, è un osservatore abbastanza distaccato. «Non sono un grande appassionato di calcio – ammette –, né tanto meno un esperto, però l’assenza dell’Italia è un colpo al cuore. Se proprio devo scegliere una favorita, dico forza Spagna!».

ANTONIO ZUCCA  Per il maestro portotorrese, allenatore della tennista tedesca Laura Siegemund, che è anche la sua compagna di vita, la scelta è obbligata: «Non posso non tifare per la Germania – sorride Zucca –, altrimenti Laura mi sbatte fuori di casa. Ma devo dire che è una nazionale che mi è sempre piaciuta. Forse la favorita vera è il Brasile, Ancelotti è bravo e potrebbe dargli quel qualcosa in più per vincere».

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