La Nuova Sardegna

Televisione

Il grande ritorno dei Cesaroni, nel cast c’è il talento sardo Andrea Arru: «Il mio Olmo è speciale» – L’intervista

di Fabio Canessa
Il grande ritorno dei Cesaroni, nel cast c’è il talento sardo Andrea Arru: «Il mio Olmo è speciale» – L’intervista

Lunedì 13 aprile la prima puntata con l’attore 18enne di Ploaghe già coprotagonista ne “Il ragazzo dai pantaloni rosa”

4 MINUTI DI LETTURA





A 12 anni dall’ultima stagione, la sesta della serie iniziata nel 2006 ed entrata con ascolti record nella storia della televisione italiana, “I Cesaroni” tornano da domani in prima serata su Canale 5 con un nuovo ciclo di episodi. E insieme a molti storici protagonisti, a cominciare da Claudio Amendola che oltre a vestire i panni di Giulio firma anche la regia del progetto, si vedrà sullo schermo Andrea Arru, tra le new entry del cast per questo settimo capitolo sull’amatissima famiglia allargata che abita nel quartiere romano della Garbatella.

Il ruolo di Andrea Arru

In “I Cesaroni - Il ritorno” il diciottenne attore di Ploaghe ha il ruolo di Olmo, un ragazzo neurodivergente che ha come insegnante di sostegno Mimmo, il figlio minore di Giulio interpretato da Federico Russo, presenza immancabile sin dall’inizio della serie così come Matteo Branciamore e Niccolò Centioni, i suoi fratelli Marco e Rudi. Tra le novità, insieme ad Arru, ci sono invece Ricky Memphis, Lucia Ocone, Chiara Mastalli nel ruolo della madre di Olmo, e Valentina Bivona in quello di Marta, sua compagna di scuola e nipote di Giulio.

Un personaggio quello affidato all’attore sardo che porta all’interno della storia il tema dell’autismo, con l’obiettivo di mostrare la diversità in modo naturale e senza pregiudizi. «Olmo – spiega Arru – è un ragazzo autistico ad alto funzionamento. Schietto, senza filtri, dice sempre quello che pensa. E questo mi piace perché anche io sono una persona diretta. Interpretarlo è stata una bella sfida, anche perché ogni caso è diverso a parte alcuni aspetti spesso ricorrenti come il fastidio per il contatto fisico. Mi sono ovviamente documentato e poi ci ho messo del mio, cercando di affrontare l’argomento con il massimo rispetto pur nell’ottica della leggerezza tipica della serie». Quello spirito pulito e scanzonato che ha sempre caratterizzato “I Cesaroni” e Amendola non ha voluto minimante tradire, come sottolineato dall’attore e regista durante la presentazione di venerdì al Teatro Palladium, proprio nel quartiere della Garbatella, con tantissimi fan ad accogliere il cast.

Il ritorno attesissimo della serie

«L’entusiasmo per il ritorno della serie – racconta Arru – è straordinario, si avvertiva già chiaramente durante le riprese. Un’esperienza bellissima, condivisa con gli altri interpreti e sotto la guida di Claudio Amendola che mi ha colpito per il suo modo sereno, quasi spensierato, di affrontare la regia. Adesso l’attesa è finita e spero il pubblico apprezzi il lavoro che abbiamo fatto». Manco a dirlo, gli ascolti potrebbero accelerare il progetto di un’ottava stagione della serie diventata un simbolo di Roma.

Dalla Sardegna al cinema e alla tv

A Roma Andrea Arru si è ormai trasferito in pianta stabile. «Da circa un anno e mezzo» specifica l’attore che non rinuncia, quando possibile, a tornare in Sardegna. «Mi aiuta tanto a staccare, a rigenerarmi». Gli impegni certamente non mancano, con brevi periodi di pausa da un set all’altro. Pochi giorni fa Arru ha finito di girare, con gli ultimi ciak a Marsiglia, il film “Le madri di Lorenzo” diretto da Elisabetta Rocchetti e che presenta nel cast anche Elena Sotgiu, attrice di origini sarde nata a Genova dove si erano trasferiti, dalla Gallura, i nonni con il padre Angelo, noto per essere membro dei Ricchi e Poveri. E a breve l’attore ploaghese tornerà sul set, questa volta a Mantova, per l’avvio di una serie internazionale intitolata “The House of Gonzaga” con regia di Gianni Costantino. In fase invece di post-produzione e con la possibilità quindi di vederlo tra non molto, le riprese si sono svolte lo scorso autunno prevalentemente a Bologna, risulta il lungometraggio “Piercing” di Margherita Ferri, la regista che lo aveva già diretto nel grande successo “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. Ad affiancarlo in questo caso Barbora Bobulova, Francesco Colella, Giacomo Covi e Thony. Insomma un personaggio dietro l’altro per una crescita esponenziale che pone Andrea Arru tra i principali talenti emergenti della recitazione in Italia, come evidenziato anche da importanti riconoscimenti tra cui il Premio Kinéo come giovane rivelazione ricevuto durante l’ultima Mostra del cinema di Venezia. Un riconoscimento di stampo diverso, ma particolarmente apprezzato dall’interessato, è arrivato di recente con l’inserimento nella nazionale attori che da anni sostiene numerosi progetti e partecipa ad eventi significativi a scopo benefico. «Sono felicissimo di farne parte, da piccolo sognavo di fare il calciatore. Spero di esserci alla prossima partita che sarà a Napoli, allo stadio Diego Armando Maradona, con tante leggende del calcio».

Primo Piano
La tragedia

Omicidio a Bosa: si è accanito sul padre 50 volte – L’esito dell’autopsia

di Caterina Cossu
Le nostre iniziative