La Sardegna isola del rock e del metal, dagli Zen Circus ai Mayhem: ecco tutti i concerti estivi da non perdere
Non solo i grandi nomi del panorama “mainstream”, anche tanti eventi per gli amanti della musica alternativa
Ci sono speranze, nell’estate sarda tendenzialmente affollata di grandi nomi del panorama musicale più accessibile, anche per chi ha orecchie e gusti orientati verso il rock più duro e il metal? Non solo speranze: ci sono, per citare un famoso slogan di qualche era fa, solide realtà. E che realtà. La prima proposta di grido la offre il Fabrik di Cagliari il 14 giugno con i Corrosion of Conformity, in quella che per giunta sarà l’unica data italiana del loro tour nel Vecchio Continente.
Prese le mosse nel 1982 con le sonorità punk e crossover che caratterizzano i primi due album, dall’arrivo di Pepper Keenan e dall’uscita nel 1991 di “Blind” la band amplia i propri confini, rallentando i ritmi e affermandosi con un sound ruvido in cui confluiscono metal, southern rock e, più avanti ancora, blues. Il successo di vendite è sancito da “Deliverance” del 1994, mentre “Wiseblood” del 1996 spalanca alla formazione le porte di una lunga serie di date tra Europa e Stati Uniti di spalla ai Metallica. Negli anni si susseguono cinque album, la morte del batterista Reed Mullin e l’abbandono del bassista Mike Dean; le figure storiche del gruppo sono a oggi il cofondatore Woody Weatherman alla chitarra e il già citato Keenan alla voce e alla chitarra: con il bassista Bobby Landgraf e il nuovo batterista Nick Shabatura, i C.O.C., come sono amichevolmente chiamati, proporranno alcuni brani dal fresco doppio “Good God / Baad Man”, oltre naturalmente ai pezzi più famosi del passato.
Meno di una settimana dopo, e cioè sabato 20, l’AlterDay Fest presenta a Seneghe un programma con Volume Collettivo, Ugly Sounds, Softsun, Fangosberla ma soprattutto Yawning Man. Il nome dirà forse poco, ma dalla metà degli anni Ottanta Gary Arce, Mario Lalli e Alfredo Hernández, sostituito dietro le pelli da Bill Stinson nel 2011, hanno dato un apporto fondamentale alla creazione e alla definizione di quella scena desert rock e stoner da cui sono poi esplosi, ad esempio, Kyuss e Queens of the Stone Age.
Ancora Cagliari, e ancora il Fabrik, per il ritorno di Jon Spencer. Chi ricorda il concerto del 2019 di questo monumento del rock sa già che non potrà mancare; per chi non c’era sarà un’occasione da non lasciar scappare per godersi l’esuberanza live del musicista del New Hampshire, coadiuvato da Kendall Wind al basso e da Spider Bowman alla batteria, la sezione ritmica con cui Spencer ha registrato l’imminente “Songs of Personal Loss and Protest”.
I primi estratti dal lavoro, “Knock ’Em Out” e “Orange Slice Blues”, sono una valida anticipazione del mix di garage, rock’n’roll e blues, condito da ritornelli a elevato tasso di cantabilità, che riempirà il locale sabato 27 giugno. Pressoché votata alla storia del metal italiano la nuova edizione di Sorres In Rock, in calendario il 3 e il 4 luglio a Villasor (con ingresso gratuito). Protagonisti i “classici” Vanexa, Strana Officina e Skanners; a completare il programma i più giovani Maverix, che in ogni caso avranno come special guest il veterano Pino Scotto, e poi spazio alla Sardegna con l’heavy/epic metal degli Icy Steel, il suono anni Ottanta dei Megahera e il sulfureo doom cantato in limba degli Arkon.
Il 9 luglio prende avvio alla Villa Siotto di Sarroch il Sa Rock Festival. Prima giornata dedicata a celebrare il mezzo secolo di vita del punk (con apposito ingresso gratuito per completare la festa), che mette sul piatto una mostra fotografica, dibattiti e le note di K’E-K’E-EM, Fangosberla, degli inglesi Sharp Class e dei torinesi Bull Brigade. Il 10 l’attrazione principale saranno i Marlene Kuntz, impegnati in un’altra celebrazione, quella per i trent’anni dell’album “Il vile” (prima di loro Gaia Banfi, Camala e Forms), e l’11 gli Zen Circus, preceduti da Cigno, Angus Bit e Post Coital Tristesse.
La proposta di grido numero due proviene dal neonato Disaster Festival, in cartellone alla Fiera di Cagliari il 12 luglio: sul palco, per la prima volta sull’isola, i Mayhem. Parliamo di un mito assoluto della musica più oltranzista, il cui nome è quasi sinonimo di un intero genere, il black metal, che i norvegesi hanno contribuito a consolidare e a diffondere nel mondo a partire dall’indimenticabile esordio del 1994 “De Mysteriis Dom Sathanas”.
La giornata si preannuncia irrinunciabile anche per un secondo nome leggendario, quello dei canadesi Voivod, gli alfieri del trash metal progressivo e sperimentale, che potrebbero regalare anche al pubblico nostrano, tempo a disposizione permettendo, un singolo meraviglioso come “Nanoman”, assente dal vivo da inizio millennio.
Immancabili, è facile prevedere, l’inno “Voivod” e la cover di “Astronomy Domine” dei Pink Floyd. In apertura Slug Gore, Collapse e Hold Me Tigh. Sempre all’Arena, cinque giorni dopo, un deciso cambio di atmosfere con il maestro Ian Anderson e i suoi Jethro Tull; il 21 a Tharros, poi, la non comune chance di sentire pezzi epocali come “Please, Please, Please Let Me Get What I Want” e “How Soon Is Now?” degli Smiths direttamente dalle corde di Johnny Marr. Evento centrale è al solito il benemerito Rock and Bol, che taglia il traguardo della17esima edizione con la band italiana del momento, i Messa.
In una dozzina di anni il quartetto di Bassano Del Grappa ha saputo distinguersi anche a livello internazionale, come dimostra la pubblicazione dell’ultimo “The Spin” con un’etichetta di enorme peso e prestigio come la Metal Blade, motivo ulteriore per non perdersi il concerto di Bolotana del 25 luglio. In apertura Warpit, Darkhold e For Different Ways.
Eccoci ad agosto. Sabato 8 i «suoni della Sardegna oscura» troveranno la sede ideale nella Cueva di Quartucciu per la terza edizione del festival Umbras, che sarà animata da Endelos (Carbonia), Culto di Eris (Cagliari) e Threehouse Trauma (Olbia).
Dieci giorni esatti e ci sarà da fare un salto all’Arena Fenicia di Sant’Antioco per il Sulky Rock Festival. Tappa obbligatoria, appunto, il 18 agosto per la terza proposta di grido della stagione: i Mogwai. Se Mayhem significa black metal, insieme ai Sigur Rós gli scozzesi, da “Mogwai Young Team” del 1997 in avanti – undici album, svariati ep, singoli, raccolte –, significano post-rock. Non sono più i Mogwai di una volta? Chissà (magari sono solo i loro ascoltatori di una volta a essere invecchiati malino). Fa poca differenza: lo sottolineiamo benché sia quasi superfluo, questa sarà comunque un’esibizione enormemente suggestiva.
Prima dei Mogwai, tra gli altri, DITZ e gli ottimi Sick Tamburo. Il Sulky Rock continua il 29 agosto, con i The Kooks, e con anche i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Sikitikis. L’ottava edizione di un’altra manifestazione ormai consolidata come il Sons of Rock si svolgerà sotto il segno dei Rage. Guidati da 40 anni dall’immarcescibile Peter “Peavy” Wagner, il 22 agosto i tedeschi diffonderanno nell’Arena Comunale di Mores (e nelle zone circostanti) il sound senza compromessi che li ha resi su scala globale un’istituzione per i fan del power e dello speed metal. In apertura Dohlmen e Dogmathica. Senza dimenticare le tre date agostane dei Punkreas, il 10 a Gonnesa, l’11 a Banari e il 12 a Nurallao, ricapitoliamo: (molta) Cagliari, e poi Seneghe, Villasor, Quartucciu, Sarroch, Bolotana, Tharros, Sant’Antioco, Mores. E Sassari?, si potrebbe chiedere qualcuno. Forse, più verosimilmente, non se lo chiede proprio più nessuno. Ma noi, memori del così raro piacere di poter andare a piedi a un concerto come quello dei Placebo nel 2023, un filo di speranza nonostante tutto vogliamo conservarlo, e la domanda la poniamo lo stesso: e Sassari?
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