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L'intervista

Carolina Crescentini: «La musica è da sempre presente nella mia vita. La Sardegna? La amo, ma vorrei scoprirla anche d'inverno»

di Alessandro Pirina
Carolina Crescentini: «La musica è da sempre presente nella mia vita. La Sardegna? La amo, ma vorrei scoprirla anche d'inverno»

L'attrice romana a Carloforte al festival Creuza de Mà si racconta tra cinema, colonne sonore e amore per l'isola

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Nella sua carriera ha sempre lasciato il segno. Al cinema come in televisione, Carolina Crescentini ha dato vita personaggi che in qualche modo sono diventati iconici. Da Azzurra di “Notte prima degli esami” a Corinna Negri, la “cagna maledetta” di “Boris”, dalla mucciniana Ginevra di “A casa tutti bene” a Paola Vinci direttrice dell’Ipm di “Mare fuori”. Una carriera ricca e multicolore che spesso l’ha portata in Sardegna nei vari festival estivi: Tavolara, La Maddalena, Buggerru. Quest’anno ad accaparrarsi Carolina Crescentini è stato “Creuza de Mà”, il festival diretto da Gianfranco Cabiddu che in questi giorni sta festeggiando il ventennale. E a Carloforte l’attrice romana, dopo avere incontrato ieri il pubblico, oggi sarà protagonista di una masterclass.

Carolina, ormai in Sardegna è una habituè...
«Vacanze, festival, io in Sardegna ci scappo ogni volta che posso. Sono venuta anche tre giorni a giugno. Il mio obiettivo è ora venire a scoprire la Sardegna d’inverno».

A Carloforte si parla di cinema e musica. Se lei pensa a queste due parole insieme cosa le viene in mente?
«Io potrei fare tranquillamente l’attrice muta: la musica al posto delle parole e io ci metto gli occhi. Nel cinema è essenza pura. Ma la musica è una parte fondamentale della mia vita. Fa parte della mia educazione. È stato il mio modo di viaggiare da ferma prima che iniziassi a viaggiare davvero, di vedere cose che non esistono. La musica mi emoziona, la musica è identità. Da ragazzini ci conoscevamo in base a quello che ascoltavamo. La musica era motivo di orgoglio e la tua la mettevi in una cassetta. “Ti ho fatto la mia playlist”».

Che musica ascoltava?
«Ero un po’ rockettara. Ma anche elettronica, hip hop. Poca musica italiana, anche se poi ho sposato un musicista italiano».

Con Francesco (Motta, ndr) discutete mai di musica?
«Discutiamo eccome. Francesco è un polistrumentista, ma è anche un autore, si applica assai sui testi. A volte io mi fermo alla parte strumentale di un brano e a lui questa cosa lo fa impazzire...».

Dei suoi film in quali, a suo avviso, la musica ha avuto un ruolo dominante?
«Penso ai film di Giuliano Montaldo, una con la colonna sonora di Ennio Morricone e l’altro di Andrea Morricone. O anche “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek. Ma mi viene in mente anche un cortometraggio che feci tanti anni fa al Centro sperimentale, che poi divenne un videoclip dei Giardini di Mirò. Era bellissimo, non nasce come colonna sonora, ma in qualche modo lo è diventato».

Se lei dovesse definirsi con un genere musicale?
«Sicuramente alternative».

Il suo personaggio più rock?
«I personaggi dei film di Muccino sono sicuramente rock. Ma lo era anche Adelina Tattilo che ho fatto nella serie “Playmen”».

Il personaggio più pop?
«Sicuramente “Notte prima degli esami”. È stato il regalo della vita. Quando mi ricapiterà più di nuotare con i delfini? Ero talmente emozionata che al Delphinarium nuotavo con una delfina e non mi accorsi che Brizzi aveva dato il primo ciak. Lo capii quando Nicolas Vaporidis disse la sua battuta».

Quanto conta il rapporto tra attore e regista sul set?

«È fondamentale che lavorino insieme. Ferzan, per esempio, è uno che ti porta a fare i sopralluoghi. Così quando interpreti i personaggi hai già preso confidenza con gli spazi. Muccino, invece, fa proprio le prove con te, ti riscrive la sceneggiatura. Con Gabriele sei attiva, ragioni, non pensi solo alla costruzione del personaggio».

Quale sarà il suo prossimo ruolo?
«Sto girando un piccolo film di Salvatore Allocca sugli adolescenti, sulla riesplosione della Hiv: rispetto alla nostra generazione, scioccata dalla alone viola degli spot, ci sono le cure, ma meglio non sottovalutare l’allarme. Poi ho girato un’opera prima, “La notte brucia”, di Angelica Gallo, e ho fatto una partecipazione nella serie “Maschi veri”, dove ho un ruolo che è l’opposto di Adelina Tattilo. E infine c’è un film che bolle in pentola ma finché non firmo non dico nulla»
 

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