Addio a Tim Curry, il volto di Rocky Horror e It: aveva 80 anni
L’attore britannico è morto nella sua casa di Los Angeles; la causa del decesso non è stata resa nota
Los Angeles È morto a 80 anni Tim Curry, attore britannico capace di lasciare il segno nel cinema, in televisione e a teatro con una lunga galleria di personaggi eccentrici e inquietanti. Il pubblico lo ricorda soprattutto nei panni del provocatorio Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show e in quelli del terrificante Pennywise nella miniserie televisiva It, tratta dal romanzo di Stephen King. Curry è morto nella sua casa di Los Angeles. La notizia è stata confermata dalla sua manager e amica di lunga data Marcia Hurwitz. La causa del decesso non è stata comunicata.
Da anni le sue condizioni di salute erano fragili. Nel 2012 era stato colpito da un grave ictus che gli aveva compromesso la mobilità e lo aveva costretto a utilizzare una sedia a rotelle. Aveva comunque continuato a lavorare, soprattutto come doppiatore, concedendosi negli anni anche alcune apparizioni pubbliche e un ritorno sul grande schermo nel 2024.
Timothy James Curry era nato il 19 aprile 1946 a Grappenhall, nel Cheshire, in Inghilterra. Il padre James era cappellano metodista della Royal Navy, la madre Patricia lavorava come segretaria scolastica. Curry aveva appena 12 anni quando il padre morì. Frequentò la Kingswood School di Bath e successivamente studiò inglese e teatro all’Università di Birmingham. Alla fine degli anni Sessanta si trasferì a Londra e nel 1968 ottenne uno dei suoi primi importanti ingaggi nel musical Hair, avviando una carriera teatrale destinata a durare decenni.
La svolta arrivò nel 1973, quando al Royal Court Theatre di Londra interpretò per la prima volta Frank-N-Furter in The Rocky Horror Show, il musical rock scritto da Richard O’Brien. Curry trasformò quel personaggio volutamente eccessivo, provocatorio e fuori da ogni convenzione in una delle figure più riconoscibili della cultura pop. Lo spettacolo arrivò poi a Los Angeles e Broadway.
Nel 1975 riprese il ruolo nell'adattamento cinematografico diretto da Jim Sharman, The Rocky Horror Picture Show, accanto a Susan Sarandon e Barry Bostwick. Il film partì senza particolare successo commerciale, ma ebbe una seconda vita grazie alle proiezioni notturne e diventò progressivamente un fenomeno di culto. Gli spettatori cominciarono a presentarsi in costume, a ripetere le battute, cantare i brani e interagire con ciò che accadeva sullo schermo, trasformando la visione in una sorta di rito collettivo.
Per Curry quel successo finì per andare oltre il cinema. Parlando molti anni dopo dell’eredità di Rocky Horror, spiegò che il film aveva offerto a numerosi spettatori uno spazio nel quale sperimentare identità e ruoli diversi. Raccontò anche di aver ricevuto lettere di persone che lo ringraziavano perché quell’opera le aveva aiutate a comprendere meglio se stesse e la propria sessualità.
Curry riuscì tuttavia a evitare che Frank-N-Furter diventasse il suo unico personaggio. Nel 1990 diede un volto a un altro incubo entrato nell’immaginario collettivo: Pennywise, il clown di It. Nel corso della sua carriera lavorò inoltre in film come Clue, Annie, Legend, Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York e I tre moschettieri, affiancando al cinema una lunga attività teatrale e di doppiaggio. Tre volte candidato ai Tony Awards, fu anche cantante e autore, pubblicando diversi album.
Due personaggi lontanissimi come Frank-N-Furter e Pennywise sono così rimasti legati allo stesso volto: quello di un interprete che aveva fatto dell’eccesso, della trasformazione e dell’ironia la propria cifra artistica.
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