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Lebonski park, il parco divertimenti di Salmo tornerà nel 2027 con sei grandi concerti

di Paolo Ardovino
Lebonski park, il parco divertimenti di Salmo tornerà nel 2027 con sei grandi concerti

Sebastiano Pisciottu: «Il prossimo anno faremo di più: un luna park e un angolo bar anche per i cani»

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«Ho visto un documentario su Walt Disney, lui tutti i giorni stava all’ingresso del suo parco tematico ad accogliere i visitatori. Ho pensato: lo voglio fare anche io. Ogni giorno almeno per due ore ero all’ingresso. È stato interessante, chiedevo le provenienze, mi facevo raccontare cosa era piaciuto e cosa no, come erano venuti a conoscenza della serata», Sebastiano Pisciottu è contento della creatura costruita con il fratello Maurizio, cioè Salmo.

Oltre ai soliti concerti, volevano un parco a tema e quello hanno ottenuto: per quasi un mese l’ex galoppatoio di Arzachena, un’area dimenticata e infausta, è diventata il “Lebonski park”. Apertura in grande stile, con il concerto proprio del rapper olbiese il 25 luglio che ha chiamato a raccolta quasi 20mila persone. A seguire, tre settimane con ingresso libero ogni sera dalle 19 alle 2 di notte. «Ha funzionato dividere l’area in due, una con il palco per i concerti e una per il parco giochi», spiega l’amministratore di Lebonski360 e organizzatore dell’evento.

Angolo dedicato al food con maialetti allo spiedo poco oltre l’ingresso («si fermavano tutti a fotografare», gongola), giochi gonfiabili, lunapark con autoscontro, casa del terrore e attrazioni varie, anche un percorso a tema dinosauri. «Questo ci ha aiutato ad avere più target. Ogni sera arrivavano le famiglie per cena e dalle 22 il pubblico cambiava, c’erano giovani e giovanissimi che volevano la musica». Fino al 23 agosto, giorno di chiusura, hanno partecipato al Lebonski park 100mila persone, sono stati distribuiti 30mila pasti le presenze si sono divise così: «Settanta per cento turisti e stranieri e 30 per cento sardi».

Una rivelazione? «Gli americani, tanti visitatori americani. Il volo diretto New York-Olbia ci ha giovato, loro sono abituati ad attrazioni di questo tipo perciò è stato facile venire a trovarci». La programmazione è stata curiosa. In queste settimane sul palco del Lebonski park sono passati rapper – Emis Killa, Gemitaiz, Madman –, cover band, artisti nazionali come Rovazzi e sardi come i Tazenda e anche comici, Giovanni Caccioppo, Benito Urgu e Pino e gli anticorpi.

«Abbiamo voluto dare una programmazione da parco tematico, spaziare per accogliere tutti i target». L’accordo con il Comune di Arzachena per gestire l’ex galoppatoio pare sia pluriennale, «così potremmo fare investimenti a lungo termine». L’amministrazione guidata da Roberto Ragnedda, contenta per aver portato a casa il parco dei divertimenti, è chiamata a fare qualche intervento: «L’area va urbanizzata, deve diventare un villaggio: servono i servizi, la linea internet, e siamo d’accordo con il sindaco per un’area verde, con l’erba, e per piantare qualche albero». Nel giorno del concerto di Salmo il grande protagonista negativo è stato il traffico sulla strada da Olbia, «la viabilità migliorerà, non possiamo fare miracoli ma inciderà l’orario: dopo le 20, smaltita la fila verso il porto, la strada è più libera».

Finito lo spettacolo, si programma già l’edizione 2027. «Vogliamo fare una rassegna – spiega Sebastiano Pisciottu –, con sei grandi concerti e parco aperto per due settimane, ad agosto». L’esperimento «è riuscito» ma ha molti margini di miglioramento. I limiti si sono visti: «Punteremo su più servizi e allargare l’offerta». Si pensa alle famiglie e a un pubblico che di solito sta alla larga dalle grandi masse: «Abbiamo ricevuto commenti positivi per aver garantito l’accesso ai cani, l’anno prossimo faremo di più: un lunapark e un angolo bar anche per i cani». In quest’estate si è fatto un gran parlare di eventi, «quando sono troppo grandi, l’esperienza peggiora.

L’Italia in Europa è tra i primi posti per vendita di biglietti e si è cominciato a pensare ad aree sempre più grandi – riflette –, ma la capienza migliore è quella del palazzetto, dove tutti vedono e tutti sentono bene». Per questo il ragionamento di Salmo e fratello per i prossimi anni è un Lebonski park «con concerti da massimo diecimila persone». E un format itinerante, oltre ad Arzachena ne nasceranno almeno altri due in giro per l’isola. «Abbiamo richieste siamo in fase avanzata con due Comuni». Tutto era nato da Olbia, poi la sinergia con il Comune si è rotta e i fratelli Salmo sono andati altrove. Un ritorno a casa? «No, stiamo benissimo dove siamo», taglia corto Pisciottu.

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