La Nuova Sardegna

Il centenario del Nobel

L’Università di Cambridge punta i riflettori del mondo su Grazia Deledda

di Luciano Piras

	Foto di gruppo al convegno di Cambridge (© Sara Delmedico)
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Foto di gruppo al convegno di Cambridge (© Sara Delmedico)

Convegno internazionale al Murray Edwards College. Il film di Peter Marcias fa tappa a Londra

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Nuoro «Spesso si legge nei manuali e nelle monografie su Grazia Deledda che il premio Nobel giunse inaspettato, attribuito alla nostra scrittrice quasi per caso, come fosse stata un outsider. Non è vero. Di Nobel per lei si parlava già da anni. Ebbe 12 candidature, la prima nel 1913 e poi una all’anno fino al 1927, con l’esclusione del 1916, 1919 e 1926». È con questa premessa spiazzante che Neria De Giovanni ha calamitato l’attenzione del pubblico riunito nel Murray Edwards College di Cambridge nel corso del convegno internazionale “Grazia Deledda’s Waves: networks, memories and legacies 100 years after the Nobel Prize. Organizzato da Elena Sottilotta (Murray Edwards College, University of Cambridge) e da Sara Delmedico (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna), l’evento puntava a incoraggiare nuove prospettive di ricerca sulla vita e sulle opere della scrittrice di Nuoro nell’ambito delle celebrazioni per il centenario del Nobel.

Il programma accademico, messo in piedi dalle due ideatrici e organizzatrici, è stato accompagnato da una serie di eventi speciali dedicati all’eredità di Grazia Deledda e al dialogo tra la cultura sarda e le arti visive. Alessandro Sanna, illustratore e autore, ha eseguito una performance di live painting ispirata alle fiabe di Grazia Deledda, proponendo un’interpretazione visiva originale del suo immaginario letterario. La regista Maria Giménez Cavallo, invece, ha presentato una proiezione speciale del film “Anime galleggianti” (2024), una rivisitazione delle “Metamorfosi” di Ovidio attraverso le tradizioni sarde. L’artista Tonka Uzu, intanto, ha creato uno sketch visivo del convegno nel corso di entrambe le giornate.

All’appuntamento di Cambridge, il 25 e il 26 settembre scorsi, ha fatto seguito poi la tappa a Londra, il 27 settembre, giorno della nascita della grande scrittrice: il Regent Street Cinema ha così ospitato una proiezione speciale del film “Quasi Grazia” (2025) di Peter Marcias, seguita da una conversazione con il regista, insieme agli interpreti Irene Maiorino e Jack McEvoy. Organizzata in connessione con il convegno internazionale di Cambridge, la proiezione di “Quasi Grazia” è un’iniziativa congiunta della Italian section dell’Università di Cambridge, dell’Istituto italiano di cultura di Londra e di CinemaItaliaUk. Il convegno è stato realizzato con il patrocinio dell’Istituto italiano di cultura di Londra e con il sostegno della Sezione di Italiano dell’Università di Cambridge, del Cambridge-Intesa Sanpaolo Fund for Italian, della British Academy, della Society for Italian Studies, dell’associazione culturale londinese Il Circolo, della rete interdisciplinare di studi sull’Ottocento italiano Ottocentismi, dell’Association for the Study of Modern Italy e della British-Italian Society.

Neria De Giovanni ha partecipato a Cambridge, nel Paula Browne House Conference Centre, in qualità di presidente dell’Associazione internazionale critici letterari. In videocollegamento dalla Sardegna il filologo Dino Manca e l’editor de Il Maestrale Giancarlo Porcu. Singolari e davvero poco conosciuti gli aspetti analizzati da quest’ultimo. Porcu, infatti, ha puntato i riflettori sulla produzione poetica della scrittrice di Santu Predu. «Salvo rare eccezioni – ha sottolineato l’editor nuorese –, la produzione poetica di Grazia Deledda, concentrata soprattutto negli anni dell’apprendistato e di poco successivi, ha ricevuto in seguito scarsa attenzione editoriale e critica. Attività letteraria minore agli occhi della stessa scrittrice, che con sprezzatura affermava in una lettera privata del 1898 “sto anch’io meditando il delitto d’un volume di versi”, poi archiviata con altre giovanili passioni artistiche (ma non al punto di non volere nemmeno sentirne parlare, come riferisce Baldini), la poesia di Deledda merita invece di essere riscoperta nella sua interezza, a 100 anni dall’ottenimento del Nobel, come produzione anche cospicua di un’autrice di caratura mondiale».

“Raccontare l’Isola al mondo”: questo, invece, il tema scandagliato da Dino Manca. «L’originalità e la modernità della narrativa deleddiana – ha spiegato – risiedono nell’appassionata e magistrale rappresentazione dell’automodello sardo e nella proiezione simbolica del suo universale concreto». «Tramite la sua operazione artistica, culminata col Nobel, l’Isola è infatti ritornata a essere centro, entrando così a far parte dell’immaginario europeo: Isola intesa come luogo mitico e come archetipo di tutti i luoghi, terra senza tempo e sentimento di un tempo irrimediabilmente perduto» ha rimarcato il professore nuorese dell’università di Sassari.

Tra gli altri, all’evento di Cambridge (sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella), ha preso parte in loco anche Nadia La Mantia, pure lei filologa dell’ateneo turritano, svelando una tematica tanto interessante quanto originale: «L’affascinante erotismo in “Cosima” di Grazia Deledda». «Non si parla di amore, bensì di erotismo, il suo lato più carnale, quello proibito, demonizzato dalla società e censurato dalla critica. La Deledda, reticente in un primo momento ad esprimere la sessualità della propria creazione artistica, propende infine per una produzione sessuata e strettamente connessa con il mondo esterno: non intende rinunciare a tutto lo specifico universo sensitivo percepito attraverso il proprio io sessuato e ne impregna i suoi scritti, suscitando riflessioni ed analisi che svelano apertamente la sua natura di donna. Questa è l’eredità più grande della nostra scrittrice – chiude La Mantia –, pioniera della scrittura femminile e del pensiero femminista della modernità.

Tutti i protagonisti

Questo l’elenco completo degli interventi al convegno internazionale dell’Università di Cambridge.

Il primo giorno hanno portato i saluti Rachel Polonsky (presidente ad interim del Murray Edwards College) e John David Rhodes (co-presidente della facoltà di Lingue e linguistica moderne e medievali, Università di Cambridge). Ad introdurre i lavori ci hanno pensato le stesse Elena Sottilotta e Sara Delmedico.

A Olivia Santovetti (University of Leeds) il compito di presiedere il primo panel con:

  • Gigliola Sulis, University of Leeds (sua la relazione: “In Grazia’s Mirror: Representing and Reimagining Deledda across a Century”);
  • Elena Gagliardi, Associazione “Grazia Deledda. Una Nobel a Cervia” («Statue di stracci e di sale». Le novelle cervesi di Grazia Deledda attraverso una lettura de “L’angelo”);
  • Nadia La Mantia, Università degli studi di Sassari (“Amore, corpo e anima: l’affascinante erotismo in Cosima di Grazia Deledda”).

Il secondo panel è stato presieduto da Sara Delmedico e ha coinvolto:

  • Neria De Giovanni, Association internationale critiques littéraires (“Grazia Deledda e il conferimento del Premio Nobel”);
  • Dino Manca, Università di Sassari, partecipazione online (“«Cuore bisogna avere, null’altro...». Raccontare l’Isola al mondo: la modernità di Grazia Deledda, scrittrice tra due lingue”);
  • Onorina Savino, Università di Aix-Marseille (“Grazia Deledda: oltre lo stereotipo del Nobel immeritato, l’eredità di un modello d’intellettuale euro-mediterraneo”).

Il terzo panel è stato guidato da Paola Nastri (independent scholar) con:

  • Rossana Dedola, independent scholar (“Grazia Deledda Across Time: From Archaic to Future Worlds”);
  • Emanuele Occhipinti, Drew University (“The Staff of Life:” Bread and Legacy in Grazia Deledda);
  • Paola Nastri, independent scholar (“Teaching Grazia Deledda”).

Il quarto panel, chair: Cristina Bacchilega (University of Hawaiʻi-Mānoa), ha coinvolto:

  • Pablo a Marca, Brown University (“Writing on the Threshold: Childhood, Animality and the Environment in Grazia Deledda”);
  • Elena Sottilotta, Murray Edwards College, University of Cambridge (“Into the Grotto of Sardinian Fairies: Threads of Enchantment from Grazia Deledda to Maria Lai”)

Il secondo giorno, poi, è partito con il quinto panel, diretto da Simona Storchi (University of Leicester) e con la partecipazione di:

  • Barbara Meazzi, Université Côte d’Azur (“Contre toute attente”: Grazia Deledda, la Francia e il Nobel);
  • Laura Fournier-Finocchiaro, Université Grenoble Alpes (“Una costellazione di traduttrici e traduttori: Grazia Deledda in Francia prima del Nobel”);
  • Justyna Łukaszewicz, Uniwersytet Wrocławski (“Tradurre Deledda dopo il Nobel: paratesti, gerarchie letterarie e memoria della Sardegna nella ricezione polacca”).

Il sesto panel ha visto al timone Sara Delmedico (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna). Con la partecipazione di:

  • Monica Miscali, Norwegian University of Science and Technology (“Dal Mediterraneo al Nord: Grazia Deledda e la sua ricezione in Scandinavia”);
  • Silvia Semplice, Universitat de València (“Riedizioni e riletture: la presenza editoriale di Grazia Deledda in Spagna 2005–2025”);
  • Ilenia De Bernardis, Università Iulm di Milano, partecipazione online (“Grazia Deledda: dentro e fuori i pregiudizi della critica letteraria”).

A guidare il settimo Katharine Mitchell (University of Strathclyde), con:

  • Patrizia Zambon, Università di Padova, partecipazione online (“Grazia Deledda nel sistema delle novelle d’autrice/d’autore del primo Novecento: Chiaroscuro (1912) e altri testi”);
  • Agnese Buralli, Università di Siena (“Il ricordo in venti novelle di Grazia Deledda”);
  • Marzia Caria, Università Lumsa di Roma (“Il localismo della memoria: Grazia Deledda tra realtà e invenzione letteraria”).

Infine, l’ottavo panel, diretto da Pablo a Marca (Brown University) con:

  • Giancarlo Porcu, editor Il Maestrale, partecipazione online (“Preliminari a una raccolta dell’opera poetica di Grazia Deledda. Con un saggio di edizione critica commentate”);
  • Maria-Novella Mercuri, University College London (“Nietzschean and Schopenhauerian Echoes in Grazia Deledda’s Cenere-1903”).

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