A Cagliari un angolo di Toscana tra Fiorentine, cacciagione e bolliti – La trattoria
Ai fornelli da quarant’anni c’è Cinzia Paoli: «Nel menù i sapori della nostra terra»
«Siamo una trattoria a conduzione familiare, ci tengo molto a sottolinearlo». Cinzia Paoli, 66 anni, è l’anima de “Il Giglio toscano”, una piccola trattoria che si trova in via Iglesias 25, fra via Garibaldi e via Sonnino, in pieno centro a Cagliari. Il locale è gestito da qualche anno da Giorgio Pirola, cagliaritano doc. Ai fornelli Cinzia Paoli c’è sempre stata perché ristoratori sono stati i genitori e gli zii. Ma come è nato questo piccolo angolo di Toscana in Sardegna? «Siamo arrivati a Cagliari nel 1966 dopo l’alluvione di Firenze - racconta Cinzia Paoli -. Papà che aveva un ristorante in Toscana inizialmente si è arrangiato facendo il rappresentante di biancheria intima. Poi però ha preso il sopravvento l’antica passione ed è ritornato alla ristorazione». Da quel momento sono starti diversi i locali aperti dalla famiglia Paoli. «Abbiamo iniziato con la Cava di San Giovanni in via San Giovanni - ricorda la cuoca fiorentina - poi in viale Merello con la trattoria il Toscano e a seguire io con mia madre in via Bottego e poi in viale Diaz e via Sulis. Dal 2019 sono qui in via Iglesias».
Il nome “Il Giglio toscano” è ovviamente un omaggio al simbolo della sua città, Firenze, che campeggia sulla porta del locale e sul menù. «E la Fiorentina è anche il piatto più richiesto - sottolinea -. Ma il menù è tutto incentrato sulla tipica cucina toscana . Una carta che incontra il favore dei clienti che continuano a farci visita e vanno via soddisfatti». Una clientela che abbraccia diverse tipologie. «Diciamo che da un bel po’ di tempo ci troviamo a lavorare con tanti turisti. Evidentemente le recensioni che appaiono su Internet ci danno una certa popolarità. Ma quello che mi fa più piacere è mi emoziona - sottolinea Cinzia - è che fra le persone che si siedono ai tavoli ora mi ritrovo a servire anche figli e nipoti di vecchi clienti cagliaritani. Questa è la soddisfazione più grande». In effetti il Giglio è una istituzione in città, o per meglio dire lo è Cinzia Paoli che lavora da quarant’anni a Cagliari ed è conosciutissima e apprezzata. «Sicuramente fra gli altri piatti che vengono richiesti - ricorda - ci sono i primi con i sughi fatti con la cacciagione, il cinghiale, le zuppe. Va molto anche la trippa che noi condiamo con il limone invece che con la menta mentre invece ho dovuto rinunciare ad altri due piatti tipici toscani, e cioè il lampredotto e la pappa col pomodoro perché la richiesta è bassissima». Come è nella tradizione delle vecchie trattorie esiste un calendario fisso in cui trovare alcune pietanze. «Il giovedì - conferma la cuoca toscana - abbiamo il bollito e il venerdì il baccalà alla livornese. D’inverno va molto la ribollita con il cavolo nero che arriva dalla Toscana mentre d’estate la panzanella con le verdure fresche. In entrambi i casi parliamo di piatti della tradizione che sono nati nelle tavole della gente povera».
Il Giglio toscano ha uno dei suoi punti di forza, ed è apprezzato anche per questo, nel rapporto qualità-prezzo. Nel menù compaiono fra gli altri, alla voce antipasti il crudo toscano, la finocchiona, I crostini toscani e la panzanella. Fra i primi il risotto alla crema di tartufo, le fettuccine al sugo di cacciagione , le fettuccine alla papalina e ovviamente le minestre e la ribollita. Fra i secondi gli arrosti toscani, l’arista, la faraona, le tagliate di manzo, gli spezzati al tegame e la Fiorentina . Ad accompagnare i vini tipici in particolare il Chianti e il Infine i dessert con in testa il tiramisù. Chiusura manco a dirlo con gli immancabili cantucci con il Vin santo.
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