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Pasta fresca fatta in casa, all’Antica fortezza di Alghero è il legame tra cucina sarda ed emiliana

di Roberto Sanna
Pasta fresca fatta in casa, all’Antica fortezza di Alghero è il legame tra cucina sarda ed emiliana

Il ristorante di Ottavio Natali mette insieme il meglio delle due culture gastronomiche

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Galeotta fu una vacanza nel dicembre del 2023, quando Ottavio Natali decise che, alla soglia dei 50 anni, era giunta l’ora di conoscere da vicino la Sardegna. Una settimana trascorsa prevalentemente nelle zone centrali di quell’isola a lui sconosciuta è bastata per cambiargli la vita: ora insieme alla madre Angela Pasquali conduce ad Alghero l’Antica fortezza, di fronte al carcere, dove mette insieme il meglio di due cucine regionali. La prima è quella delle sue origini, l’Emilia, la seconda è quella della sua nuova terra, la Sardegna. A unirle è il filo conduttore della pasta fresca fatta in casa con una ricetta personale, diversa dalle solite e coperta da un brevetto: «Semola e verdure, che entrano così direttamente nella composizione della pasta stessa – spiega–. Il risultato è un prodotto ricco di proprietà nutrienti che in più ha un basso indice glicemico, circa il trenta per cento in meno rispetto alle normali paste fatte a mano». Ottavio Natali affonda le radici della sua cucina a Bologna «esattamente nella zona delle campagne, dove la mia famiglia risiede in un casolare da 102 anni – racconta –. Per quasi vent’anni abbiamo portato avanti un’attività di ristorazione in città, poi abbiamo preso la decisione di cambiare tutto e trasferirci in Sardegna».

Come tutti i colpi di fulmine, la scintilla è scoccata in maniera casuale: «Non ero mai stato in Sardegna, così ho fatto una vacanza tre anni fa. E girando per l’isola mi sono reso conto che c’erano le condizioni per avviare un’attività di questo tipo. Non ero fisso ad Alghero, come sede, ma ho trovato questo locale che faceva al caso mio anche se all’epoca era diverso, c’era anche la pizzeria. La trasformazione completa l’abbiamo fatta all’inizio di questa stagione, che di fatto è la prima vera che stiamo portando avanti e che si concluderà a fine anno, quando ci prenderemo una pausa. E devo dire che la risposta è stata ottima, siamo molto soddisfatti». A tavola e nel menu il connubio sardo-emiliano si esplicita in diverse modalità. Innanzitutto il tagliere di antipasti: il prosciutto è di Parma, il resto arriva dall’isola. Poi la pasta fresca viene proposta con le diverse specialità emiliane, ma sempre con i sughi tipici emiliani, in particolare il ragù «preparato con la ricetta che da sempre utilizziamo in famiglia». E gli stessi sughi vengono utilizzati per accompagnare i culurgiones che acquistiamo da fornitori di qualità, per ora, ma ci stiamo attrezzando per prepararli nel nostro laboratorio. I secondi piatti sono indirizzati decisamente verso le specialità di terra perché ci siamo resi conto che, nonostante siamo vicini al mare, la carne è molto apprezzata. Però non dimentico di essere ad Alghero quindi ho nel menu le fritture di mare, cercando di uscire magari dai soliti binari». Poi c’è la cantina, con numerose etichette emiliane alle quali via via vengono affiancate quelle locali. Un connubio che finora ha funzionato su tutti i fronti: «Il locale è apprezzato, lo dimostrano le recensioni che i clienti lasciano on line, la bella stagione si si sta prolungando e abbiamo tante richieste. E a parte questo, la mia permanenza in Sardegna è finora fantastica a livello personale. Ho trovato quella genuinità, quella autenticità che purtroppo dalle mie parti negli ultimi anni si è andata persa. Qui è ancora tutto schietto, diretto, come piace a noi».

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