Al via il progetto Pnrr sulle biomasse: obiettivo dire addio al carbone
Prima tappa a Sotacarbo del percorso regionale promosso da Rse e Università di Cagliari
Carbonia Non poteva che partire da Carbonia, storico centro minerario isolano a livello europeo che in passato ha fatto del carbone la sua identità economica e culturale, il progetto “Biomasse residuali per una Sardegna sostenibile e innovativa”. Si apre venerdì prossimo nella cittadina sulcitana il percorso regionale sulla valorizzazione delle componenti bio agricole e forestali, promosso da Rse (Ricerca Sistema Energetico spa) con finanziamento del Pnrr e coordinato nell’ambito del progetto “e.Ins”, dall’università di Cagliari.
Attesi i principali player socioeconomici, industriali, politici, del tessuto produttivo locale e regionale sul tema energia da rinnovabili. Appuntamento alle 15,30 nella sala conferenze di Sotacarbo – strada statale 126, miniera Serbariu – per la prima delle quattro tappe regionali su valorizzazione biomasse residuali, agricole e da altre fonti. Il progetto Rse-Università di Cagliari - successivi step saranno il 17 febbraio a Olbia, il 18 a Nuoro e il 24 a Cagliari - coinvolge istituzioni, ricercatori, imprenditori, enti pubblici e privati, comunità locali e portatori di interesse su transizione energetica, efficiente, da rinnovabili, nel rispetto ambientale e nell’essere un’opportunità per il territorio.
Attesi i principali player socioeconomici, industriali, politici, del tessuto produttivo locale e regionale sul tema energia da rinnovabili. Aprirà i lavori Mario Porcu (amministratore unico Sotacarbo), seguiranno Marco Borgarello (direttore Rse spa), Manolo Mureddu (assessore Attività produttive del comune di Carbonia). Previsti gli interventi di Emanuele Cani (assessore regionale all’Industria), Fabrizio Pilo (responsabile scientifico, prorettore Innovazione e territorio UniCa) e Alberto Pettinau (Sotacarbo). L’obiettivo del progetto è l’affrancamento da carbone e fonti rinnovabili.
«La ricerca e l’applicazione di nuove tecnologie per la valorizzazione delle biomasse ha precisato l’ingegner Porcu - sono importanti perché possono concorrere a rendere efficaci le politiche di decarbonizzazione della Sardegna e le strategie definite dal Piano energetico regionale, per una transizione energetica verso un’economia non più basata sui combustibili fossili».
Concetto ripreso da Marco Borgarello: «Il progetto Pnrr-Sardegna e e.InsEcosyste, - dice il direttore di Rse - è finalizzato a consolidare le condizioni per realizzare un‘economia locale meno dipendente dai combustibili fossili, attraverso la valorizzazione della produzione e dell’uso efficiente e sostenibile delle risorse energetiche presenti sul territorio». Per il professor Pilo «nell’affrancamento dal carbone il biogas avrebbe un peso del 10 per cento del carico termico industriale e limiterebbe le emissioni di CO2. Un passo virtuoso che unisce ricerca, sviluppo, innovazione, ambiente, tradizioni e territorio».
Il focus scientifico e operativo dell’iniziativa – spiegano le parti coinvolte - «è la mappatura e censimento delle biomasse residuali in Sardegna e studi di dettaglio su biomasse di rilevanza per il territorio. Il percorso progettuale prevede approfondimenti tecnologici e operativi innovativi per massimizzare lo sfruttamento del potenziale energetico della risorsa per produrre idrogeno. Ma non solo. Anche i biocarburanti liquidi, solidi e gassosi sono al centro del progetto che riveste un ruolo chiave nella transizione energetica sarda». (luciano onnis)
