Pescatori morti nella costa orientale, il sindaco Ladu: «Sorpresi dalla tempesta, ma c’era solo l'allerta gialla»
Il primo cittadino di Santa Maria Navarrese conosceva le due vittime del naufragio
Santa Maria Navarrese «Li conoscevo molto bene: grandi lavoratori, uomini del mare, che al mare hanno dedicato la vita. Persone davvero perbene e pescatori da generazioni»: il sindaco di Tortolì, Marcello Ladu, è sconvolto e non lo nasconde. La notizia della tragedia lo ha raggiunto nella tarda mattinata di ieri mentre era alle prese con le consuete incombenze da primo cittadino e mai avrebbe potuto immaginare che di lì a poco avrebbe ricevuto la tremenda notizia. Due concittadini dispersi in mare, un terzo strappato alla morte per un soffio, due famiglie disperate, le ricerche in acqua che proseguono per ore. «Li conoscevo – ripete, sconsolato – Morlè in particolare apparteneva a una famiglia di pescatori da generazioni. Il nonno era arrivato da Ponza, amavano il mare. Sono tanti fratelli e cugini, e tutti pescatori».
E pure il sindaco Ladu, come tanti, ieri si interroga sul perché di una tragedia del mare nella quale i protagonisti erano conoscitori profondi dell’acqua, dei suoi segreti e delle sue insidie. «Cosa sia successo? Lo stanno accertando – dice – pare che ci fossero onde anomale, e che questo abbia complicato tutto. C’era l’allerta gialla, neanche arancione, gialla, non era neanche chissà che: e abbiamo certamente visto di molto peggio. Probabilmente il mare ... li ha traditi, purtroppo. Davvero, abbiamo visto di molto peggio, anche in quel percorso verso Capo Montesanto. Ma stiamo tutti aspettando notizie più certe».
E anche il collega e primo cittadino di Baunei-Santa Maria Navarrese, Stefano Monni, raggiunto al telefono, non è meno sconvolto. «Ci hanno avvisato in tarda mattinata – dice – sono intervenute le Capitanerie di porto di Cagliari e Arbatax. Conoscevo di vista le vittime, ma sicuramente il loro porto di lavoro e approdo era quello di Arbatax. Sappiamo che stavano facendo una battuta di pesca. Noi lo abbiamo saputo in tarda mattinata. Non sono certo un lupo di mare ma so che le insidie in acqua sono spesso legate al maltempo. Questa mattina ero passato davanti alla zona e si vedeva che il mare era parecchio agitato».
Ma la tragedia di ieri oltre alle famiglie coinvolte e ai sindaci, ha raggiunto due intere comunità. Ieri pomeriggio, vicino alle inconfondibili Rocce rosse di Arbatax si aggiravano anche alcuni conoscenti dei due pescatori dispersi. «È successo stamattina – spiega Sebastiano Littarru, originario di Desulo ma da anni per lavoro a Tortolì, indicando una parte dello specchio d’acqua davanti a Santa Maria Navarrese – dovrebbe essere accaduto in quel punto. Loro stavano per rientrare a Tortolì». Un amico indica le Rocce rosse: «Qualche anno fa lì un loro fratello aveva perso la vita tuffandosi». (v.g.)
