Colpo da 300mila euro in un appartamento, arrestato il presunto autore: ecco chi è
Ad incastrarlo, il Dna rinvenuto sul cappellino dimenticato nella casa del furto
Cagliari Colpo in appartamento da 300 mila euro di valore complessivo, la polizia arresta uno dei due autori. Un’estate, quella passata, segnata da saccheggi in abitazione, colpi mirati e bottini ingenti. La Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un 39enne cagliaritano, Michael Giudice, ritenuto presunto responsabile di diversi furti pluriaggravati in abitazione, commessi in concorso con un complice ancora ignoto.in particolare l’uomo è accusato di aver messo a segno, il 21 luglio 2025, un colpo da circa 300 mila euro all’interno dell’abitazione di una vittima cagliaritana, da cui sarebbero stati sottratti numerosi oggetti di valore, tra opere d’arte e beni di pregio.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cagliari e condotte dagli investigatori della quarta sezione della Squadra mobile, sono partite immediatamente dopo il furto. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte hanno permesso di concentrare l’attenzione su un soggetto già noto per reati contro il patrimonio e ritenuto “specializzato” nei furti in abitazione. Un elemento chiave è stato il ritrovamento, durante il sopralluogo della polizia scientifica, di un cappellino lasciato all’interno della casa svaligiata. Proprio da quell’indumento gli specialisti sono riusciti a isolare un profilo genetico che ha dato una svolta decisiva alle indagini: il Dna è risultato pienamente compatibile con quello dell’indagato. Non si tratterebbe di un episodio isolato.
Lo scorso 6 luglio lo stesso Michael Giudice era stato denunciato dagli agenti delle Volanti e della Mobile per ricettazione dopo essere stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto in abitazione, insieme ad arnesi da scasso ritenuti compatibili con i colpi messi a segno durante l’estate. Una serie di episodi che aveva alimentato allarme e preoccupazione tra i cittadini. Davanti al Gip, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato spontaneamente sei quadri sottratti nell’abitazione colpita a luglio, recuperando così parte del bottino. Nella giornata di ieri è stata eseguita la misura degli arresti domiciliari, dopo il rintraccio dell’uomo presso la propria abitazione. L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per individuare il complice che avrebbe agito insieme a lui. (luciano onnis)
