Capitale italiana del Mare 2026, sfuma il titolo per Cagliari
L’assegnazione del titolo è andata a Ravenna, che si aggiudica anche un milione di euro
Cagliari La città capitale italiana del mare 2026 non sarà Cagliari ma Ravenna. Il titolo, scaturito dal bando nazionale indetto dal Governo attraverso il Dipartimento delle Politiche del mare, è stato assegnato dopo la valutazione delle candidature di alcune delle più importanti città del mare tra le quali appunto Cagliari. Al dossier avevano lavorato oltre ai vari assessorati comunali, la Regione, l'Autorità portuale, l'Università di Cagliari, il Teatro Lirico, la Conservatoria delle Coste, il Parco di Molentargius, la Sovrintendenza, la Città Metropolitana e di numerose associazioni ambientaliste, culturali e sportive che avevano aderito all'iniziativa del Comune dopo l'indizione del bando nel mese di novembre 2025. Il risultato prevedeva investimenti e riqualificazione delle infrastrutture sportive e delle aree destinate allo sport, in un'ottica di sostenibilità e massima accessibilità, e creazione del Centro velico internazionale; promozione di azioni a sostegno, sviluppo e diffusione delle attività culturali e artistiche e degli scambi culturali, con il potenziamento delle manifestazioni e delle iniziative turistico-culturali di supporto alla promozione del territori; il consolidamento della destinazione "Cagliari" a livello nazionale e internazionale attraverso la pianificazione turistica e le azioni di promozione turistica e territoriale; il rafforzamento del Patto ambientale di comunità e cooperazione ambientale per potenziare l'educazione ambientale e sensibilizzare la cittadinanza verso le tematiche del verde e dell'igiene urbana con la realizzazione di campagne sulle politiche ambientali e d’informazione sull’adozione di comportamenti sostenibili e virtuosi come il rispetto dell'arenile, le limitazione dello spreco alimentare e la donazione di cibo, la corretta raccolta differenziata, il rispetto e la pulizia degli spazi pubblici, il circolo virtuoso “riduci, riusa, ricicla", anche in collaborazione con Università e istituti scolastici; i cambiamenti climatici e la capacità di resistenza e reazione della città.
