La Nuova Sardegna

Guerra in Medio Oriente

Turisti sardi bloccati sulla Msc Euribia, l’appello a Todde: «La Regione si impegni per rimpatriarli in sicurezza»

Turisti sardi bloccati sulla Msc Euribia, l’appello a Todde: «La Regione si impegni per rimpatriarli in sicurezza»

La lettera di una parente di uno dei passeggeri: «La preoccupazione è alta»

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Un appello formale alla Regione Sardegna perché segua da vicino la vicenda dei crocieristi fermi a Dubai e contribuisca a favorirne il rientro in Italia. A scrivere alla presidente Alessandra Todde è Annalisa Melis, sorella di uno dei passeggeri bloccati, che si rivolge a Todde «in rappresentanza dei cittadini sardi che si trovano attualmente in una situazione di forte disagio e incertezza». Al centro della richiesta c'è la situazione della Msc Euribia, la nave da crociera bloccata da giorni nel porto di Dubai a causa dell'escalation di tensione in Medio Oriente e delle ripercussioni sui collegamenti internazionali.

A bordo, ricorda Melis, ci sono anche «diversi nostri concittadini sardi, costretti in un clima di attesa, senza indicazioni certe sui tempi e modalità di ritorno in patria». La chiusura dello spazio aereo e la cancellazione di voli e crociere programmate rendono complessa l'organizzazione di un rientro rapido e sicuro. «La preoccupazione dei familiari e dei connazionali è alta», si legge nella lettera, insieme al «desiderio di rientrare quanto prima in Italia in piena sicurezza». Nella missiva si chiede alla Regione di farsi parte attiva, «nell'ambito delle competenze istituzionali e in raccordo con il Governo italiano e il Ministero degli Affari Esteri», per monitorare le condizioni dei sardi coinvolti e garantire una comunicazione tempestiva alle famiglie.

Tra le richieste anche quella di sollecitare le autorità nazionali affinché vengano valutate «tutte le iniziative possibili per accelerare le operazioni di rimpatrio», comprese eventuali soluzioni coordinate come voli speciali o trasferimenti alternativi. Un ulteriore punto riguarda l'attivazione di «ogni forma di supporto logistico e psicologico per coloro che si trovano ancora a bordo», in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche italiane negli Emirati Arabi Uniti, oltre alla necessità di assicurare «aggiornamenti costanti e trasparenti circa le tempistiche di rientro». La lettera si chiude con un richiamo alla «sensibilità istituzionale e umana» nei confronti dei cittadini in difficoltà, nella speranza che la Regione possa contribuire a dare risposte concrete a chi, lontano da casa, attende di poter rientrare.

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