Picchiavano e minacciavano i loro coetanei: sgominata la baby gang accusata di lesioni aggravate, atti persecutori, detenzione e spaccio
Sette le misure restrittive cautelari emesse dalla Procura nei confronti del gruppo di adolescenti fra i 15 e 16 anni
Cagliari Misure restrittive cautelari per sette minorenni, di età compresa fra i 15 e 16 anni, residenti a Cagliari e in centri dell’hinterland, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale per i minorenni di Cagliari, su richiesta della locale procura della Repubblica.
I provvedimenti
I sette giovanissimi della baby gang sono ritenuti a vario titolo responsabili, in concorso tra loro, di gravi condotte illecite tra cui lesioni aggravate, atti persecutori, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, violenza privata, minaccia e porto di armi o di oggetti atti ad offendere. Nel dettaglio, due di loro saranno sottoposti alla misura del collocamento in comunità, quattro alla misura della permanenza in casa e, infine, saranno imposte particolari prescrizioni all’ultimo indagato, al fine di adeguarne il percorso rieducativo alle specifiche esigenze cautelari.
Le attività di indagine
L'importante operazione rappresenta lo sviluppo di una complessa e articolata attività d'indagine condotta dalla sezione operativa della compagnia di Cagliari, diretti dal maggiore Simone Anelli, in stretta collaborazione con le sezioni di polizia giudiziaria dell'arma e della guardia di finanza presso la Procura per i minorenni. Le investigazioni hanno tratto origine da un approfondito studio e dalla ricostruzione di molteplici elementi provenienti da diversi procedimenti penali. Attraverso l'analisi forense di dispositivi informatici, svariate attività di osservazione e pedinamento, ricerche su fonti aperte e l'esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti a delineare un solido quadro indiziario a carico dei giovani indagati.
La svolta
Un tassello cruciale per la svolta investigativa è stato rappresentato dall'operazione dello scorso 20 febbraio, quando i carabinieri avevano eseguito quattordici decreti di perquisizione domiciliare con contestuale notifica di informazioni di garanzia nei confronti di altrettanti adolescenti, alcuni dei quali già noti alle forze di polizia. Gli elementi raccolti in quell'occasione hanno permesso di confermare le ipotesi investigative e di far luce su un preoccupante scenario di illegalità diffusa. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i sette indagati avrebbero posto in essere, tra il marzo 2025 e il febbraio 2026, sistematici episodi di violenza consumati prevalentemente in danno di coetanei. Tra le condotte contestate figurano violenti pestaggi, talvolta portati a termine con l'uso di coltelli a serramanico, e attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, il gruppo avrebbe preso di mira un cittadino maggiorenne di origine straniere, sottoponendolo a una serie di atti persecutori caratterizzati da ripetuti insulti, minacce, pedinamenti e veri e propri agguati. (luciano onnis)
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