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L’allarme

La chiamata dei finti finanzieri, poi il furto in casa: la nuova truffa contro gli anziani fa scattare le indagini – Che cosa succede

La chiamata dei finti finanzieri, poi il furto in casa: la nuova truffa contro gli anziani fa scattare le indagini – Che cosa succede

La segnalazione della Guardia di finanza mette in guardia i cittadini: «Restare a casa: non allontanarsi assolutamente dall'abitazione dopo la chiamata»

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Cagliari «Venga in caserma», ma è una truffa che sta coinvolgendo i cittadini di Cagliari. Sono state numerose le segnalazioni ricevute negli ultimi giorni dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Cagliari da parte di persone contattate al telefono da finti finanzieri. Il tranello è quello della "convocazione in caserma", che sta prendendo piede in sostituzione di quello del 'finto poliziotto' e del 'finito carabiniere', forse ormai vetusto e non più efficace. Il meccanismo del raggiro è semplice, ma pericoloso: i malviventi telefonano a privati cittadini qualificandosi falsamente come appartenenti alla Guardia di Finanza. Con la scusa di non meglio precisate "esigenze di servizio", invitano la vittima a recarsi d'urgenza presso gli uffici della caserma in viale Armando Diaz, 174, a Cagliari. Si tratterebbe di una vera e propria esca: l'obiettivo dei truffatori è far uscire i proprietari per lasciare le case vuote e incustodite, permettendo così di introdursi al loro interno per rubare denaro, gioielli e oggetti di valore.

Per evitare di cadere nella trappola, il Comando Provinciale invita la cittadinanza alla massima prudenza e raccomanda di seguire quattro regole fondamentali: restare a casa: non allontanarsi assolutamente dall'abitazione dopo la chiamata; non rivelare dettagli personali o sulla presenza di beni e contanti in casa, annotare l'orario della telefonata e il numero di telefono sul display, se visibile, contattare immediatamente il numero di pubblica utilità 117 e fornire i dettagli della chiamata per verificare se la stessa provenga realmente da un Reparto della Guardia di finanza. Gli appartenenti al Corpo, in caso di contatti telefonici con i cittadini, sono tenuti a fornire sempre il proprio grado, nome e cognome, reparto di appartenenza, recapito telefonico dell'ufficio e il motivo della convocazione. Sul fenomeno sono state avviate indagini con la Procura della Repubblica di Cagliari per identificare gli autori dei reati. La collaborazione dei cittadini – avvisa la Gdf – è fondamentale per identificare i responsabili.

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